Potevi essere tu

la mia corona aurea

ma eri troppo dolce

simile a un sogno,

forse eri troppo fine.

Così sei stato

la mia corona di spine.

 

S’adagia su di noi la sera,

non ci sarà più bellezza:

Se vai via, se parti,

non ci sarà per noi

nessuna salvezza.

 

Tu sei la mia primavera

dolce e gentile,

perfida e sottile,

la primavera che striscia e danza

sui prati verdi e rigogliosi,

sui primi fiori troppo azzurri

e troppo casti.

Sei tu la somma

dei miei piaceri

più atroci e più nefasti.

 

Le campane sono morte

non c’è più niente che vale,

sei tu la mia tomba,

sei tu la mia cattedrale.

 

Da adesso i dì che avanzano

saranno ibride ore,

non posso fare niente

per fermare il mio dolore…

 

@Grazia Denaro@