Segnalo molto volentieri la nuova silloge del poeta, che altrove ho definito “nuovo romantico”, Marco Galvagni. Si intitola LUCE D’AURORA ed è fresca di stampa, uscita con Eretica Edizioni nella collana Quaderni di poesia.

Scelgo due testi per voi.

AMOREGGIANDO IN UNA MACCHIA DELLA LUNA

Amore mio

di cosa profumi?

Di violaciocche, di stelle?

Aspirando il dolce aroma

della tua chioma frumento

m’accorgo che sei dolce

come un fiore, unica come una rosa

in uno sterile deserto.

Sai di terra

come le pietre ambrate delle iridi

le cui incantevoli pagliuzze

sono frecce penetranti di garofani 

dal dolce odore.

Odore dell’albero dalle millefoglie

della mia vita,

dolce colomba, mazzo di spighe,

bimba, amorosa mia

come l’onda d’un’aurora d’amore che incalza.

E quando la mia mano percorre

la luce della tua pelle stellata

le tue coppe d’anfora 

hanno profumo di luna      

dove noi amoreggiamo

bevendo assetati da una sorgente di baci

in una sua macchia.

L’AMORE FRAGILE E PURO

Il nostro amore ci donò

importanza di corallo,

scese dalle stelle 

con la virtù d’una corolla d’acqua

che crebbe e si diffuse

dandoci continuità nella gioia.

Per i nostri corpi

s’aprì l’uscio d’una cascina

dove nel grano ci coricammo,

s’aprì un infinito godimento

che nacque e ci accese

distruggendo la ruggine della paura.

Siamo l’amore fragile e puro

mentre si sfoglia il secolo:

il tempo corre ma mai nessuno

orbiterà nella fiamma dei tuoi occhi

col loro fogliame intarsiato

mentre a me ammiccano cortesi.

La verità in te fiorisce,

appendiamo il nostro amore

a una ruota alata

sì da farne un mulino di stelle

che dipingono le nuvole d’azzurro

mentre un violino suona l’amore vittorioso.

***

Luce d’aurora, a parte le prime due in memoria dei genitori scomparsi, è una silloge di poesie a carattere prettamente erotico-sentimentale e narra la storia di un grande amore. Il poeta canta per Ely (diminutivo e vezzeggiativo confidenziale di Elisa) – dalla fine della storia vissuta con Anna, in preludio invernale sino a culminare in una lussureggiante primavera, verso l’estate.

Lo stile è né classicheggiante né postmoderno, bensì tradizionale; è un libro che afferma la voce del poeta milanese Marco Galvagni come forte, univoca e tagliente nel nostro panorama poetico.

Il libro è acquistabile in libreria, su ordinazione, e in tutti gli store online.

Valeria Bianchi Mian



NOTE BIOGRAFICHE

Marco Galvagni (Milano, 1967) è poeta, saggista e critico letterario.

Ha pubblicato dieci raccolte di poesia: Nel labirinto (Montedit, Melegnano 2001), L’arcobaleno, ivi 2002, Nel germoglio vergine, ivi 2003 (Premio Nazionale Falesia, Piombino 2004), Il gomitolo dei sogni (ilmiolibro, 2010), Profumo di vita (CTL, Livorno 2016), Gocce di stelle, ivi 2018, I sottili pensieri di canto, ivi 2019, Dieci dolcezze (Puntoacapo Editrice, Savona 2020), Un’orchidea selvaggia (Transeuropa, Massa Carrara 2020) e Le note dell’anima, ivi 2020.

Ha effettuato diversi reading, tra i quali i più rilevanti sono quelli che si sono svolti a Casa Merini e quello tenutosi al Teatro Filodrammatici di Milano con Giuseppe Conte e Tomaso Kemeny, tutti nel 2016. 

Ha ricevuto molti riconoscimenti in Premi Nazionali sia per l’edito che per l’inedito e lusinghieri apprezzamenti da parte di poeti di assoluto rilievo, in particolare da Giuseppe Conte.

Dieci sue poesie sono state pubblicate dalla rivista nazionale Poesia, altre da Liburni Arte e Cultura e altre ancora da diversi blog letterari; suoi contributi critici sono presenti sulla rivista Artistica Internazionale Le Muse e sul blog letterario Semi di Inchiostro (https://www.semidiinchiostro.com).

Internet: http://www.marcogalvagni.org