15 ottobre, Giornata internazionale delle donne rurali, di Mimmo Mòllica

Il 15 ottobre si celebra la «Giornata internazionale delle donne rurali», istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sul ruolo fondamentale delle donne nell’economia del mondo rurale, ma anche per promuoverne lo sviluppo, contribuire alla sicurezza alimentare e all’abolizione della povertà rurale. 

La «Giornata internazionale delle donne rurali» precede di un giorno la «Giornata mondiale dell’alimentazione» (16 ottobre) e la «Giornata mondiale per lo sradicamento della povertà» (17 ottobre). 

Le donne (1,7 miliardi tra adulte e ragazze vivono in zone rurali) rivestono un «ruolo chiave nella promozione dello sviluppo rurale e agricolo, contribuendo alla sicurezza alimentare e allo sradicamento della povertà rurale» e costituiscono più di un quinto della popolazione mondiale, il 43 per cento della forza lavoro agricola nei paesi in via di sviluppo.

Malgrado l’imponente numero e la fondamentale importanza, tuttavia, sono molto penalizzate rispetto agli uomini, con minore accesso ai mercati, alle tecnologie e perfino alle risorse agricole. Una situazione “inaccettabile”, secondo Gilbert Houngbo, presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo. 

E l’emergenza Covid_19 non è stata più clemente con loro, già esposte alla marginalità e ad una scarsa protezione sociale, determinando una maggiore perdita di posti di lavoro rispetto agli uomini. 

Agricoltrici ma pure imprenditrici

Le Giornate internazionali sono occasioni per sensibilizzare l’opinione pubblica su questioni di rilevante interesse, spesso planetario, attraverso la mobilitazione sociale e politica, con l’obiettivo di rafforzare e favorire le conquiste dell’umanità. 

Le «donne rurali» assumono un ruolo importante nell’economia agricola provvedendo spesso al benessere familiare, garantendo il procacciamento del cibo, l’assistenza dei bambini e degli anziani. E ancora, le «donne rurali» sono spesso le vere custodi delle tradizioni (la vera cultura delle comunità non soltanto rurali), di conoscenze che senza di loro sarebbero destinate all’oblio. Donne oggetto di discriminazioni di genere, sottopagate, perfino più vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici. 

m.m.