I 69 Giorni – Romanzo – Marco Candida

Romanzo “I 69 giorni”, intervista a Marco Candida

Intervista a marco Candida che ci parla del suo romanzo “I 69 giorni”

Buongiorno da Pier Carlo Lava e da Alessandria today oggi intervistiamo lo scrittore Marco Candida che ci parla del suo ultimo romanzo: “I 69 giorni”.

Marco ciao,

Come hai vissuto il primo periodo del Coronavirus?

Perchè questi titolo I 69 giorni?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è un romanzo sul Coronavirus ma una storia di conflitti familiari esacerbati dalla pandemia e dal lock down sino a diventare parossistici e paradossali?

Ci vuoi parlare in sintesi come sono nati i personaggi principali del tuo romanzo?

Cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo in piena pandemia?

In effetti va detto che con la pandemia sono aumentate le persone che si sono dovute rivolgere alle cure dello psicologo, tu cosa ne pensi?

Sinossi “I 69 giorni” Romanzo di Marco Candida

Venuto a conoscenza di un’imminente pandemia (quella del Covid-19), il 25 novembre 2019 il Professor Floris Calligaris (primario nel reparto Dipartimento Malattie Infettive di una piccola cittadina piemontese) si dimette dal lavoro. La cosa sconvolge la moglie Lilia, avvocato, e anche la figlia, Iris, che già subisce una sorta di mobbing familiare che la porta a inscenare un suicidio immergendosi in una vasca piena di sangue di maiale per provocare i genitori.

La situazione è già tesa così, dunque, in casa Calligaris. Ma quando arriva l’imposizione del lock down generalizzato la tensione diventa insopportabile. In particolare, Lilia si trasforma via via in un’altra persona dando vita a una progressiva caduta verso il basso, un imbarbarimento folle. Tappe di questa involuzione a stato animalesco sono: orinare contro le automobili, mangiare cibi del tutto carbonizzati, fumare pipe e sigarette a tempo… A peggiorare lo stato di stress psicologico di Lilia (e anche a determinarlo) anche la notizia di essere malata terminale.

Lilia si sente in trappola. A causa del lock down non può nemmeno viaggiare, viversi gli ultimi scampoli di vita. Floris assiste a questa caduta verticale della moglie, conscio di averla causata con la sua pusillanimità fino a quando Lilia arriva al proposito distruttivo finale. Un fucile in un Centro Commerciale e la Bibbia usata come giustificazione al folle gesto che vuole compiere. 

Questo romanzo si concentra sulla descrizione del periodo del primo lock down. Non è un romanzo sul Coronavirus e sul dolore che ha causato cosa che sarebbe tra le altre cose un’operazione delicata che rischierebbe di sconfinare nel cattivo gusto. Ma analizza, invece, con una storia che spesso si spinge a livelli parossistici e paradossali, i comportamenti umani, le relazioni tra persone, in una situazione-limite come quella che tutti abbiamo vissuto nel periodo del primo decreto governativo di isolamento obbligatorio. Il titolo provvisorio “I 69 giorni” fa riferimento alla durata di tale isolamento.