“ VALENTINO IL BRUCO CHE BALLAVA IL TIP TAP ”

C’era una volta un giovane millepiedi tutto colorato, di nome Valentino che voleva diventare un ballerino famoso e per questo tutti  i giorni ballava il tip-tap . 

Ogni volta che c’era l’occasione, lui era il primo a presentarsi per ballare  e non si stancava mai di farsi applaudire dai suoi amici,che appollaiati sui rami, o seduti sulle pietre per godersi lo spettacolo, battevano le ali, o fischiavano. 

Dato che era un tantino vanitoso, si vantava con tutti dicendo : “ che mai nessuno lo avrebbe battuto con il ballo del tip-tap”.    

 Stava su un’albero di betulla adibito a condominio, con altri inquilini del bosco e doveva salire e scendere tutti i giorni per poter andare per i fatti suoi. Per  il gufo reale suo vicino di casa, che lo sorvegliava da vicino e con il suo “uh-uh- uh disapprovava sempre il suo operato, sarebbe stato un pranzo o una cena appetitosa, ma Valentino era furbo, e non si faceva mai vedere quando andava in giro, si mimetizzava tra il fogliame, o cambiava colore ogni giorno, salire e scendere per lui non era un problema perché andava sempre di corsa, con le sue numerose zampette, era sempre il primo ad arrivare. 

Una mattina Valentino si sveglio in ritardo, aveva fatto le ore piccole, si preparò in fretta, ed uscì dal suo buco, preoccupato di non farsi vedere dal Gufo suo curioso vicino, scendeva veloce dal suo attico tra le alte fronde e non si avvide di una bellissima e variopinta farfalla che al contrario di lui saliva lentamente invece di volare. Lo scontro fu inevitabile, e per non ferire la bellissima creatura apparsale all’improvviso davanti , avvolse con le sue zampine in un abbraccio la bella farfalla, ma  il bruco ballerino si distrasse talmente tanto che perse la testa, tantoché, si fece lui stesso lo sgambetto con le sue numerose zampine, e perdendo l’equilibrio, rotolò malamente e rovinosamente giù dall’albero, atterrando sul cappello di un fungo che si crogiolava al sole primaverile. 

Valentino si rialzò sulle sue zampe, piuttosto scosso, e incominciò a provare una zampetta alla volta, per vedere se avesse niente di rotto, le provò tutte, una per una, e stava rallegrandosi per la sua fortuna, ma l’ultima zampina non rispondeva ai suoi sforzi, era come addormentata e cercando di capire il perché, si contorceva per arrivare fino alla sua coda che era molto lontana dalla sua testa. Riuscì a tastare l’ultima zampetta, si accorse che era ferita, preoccupato per il suo futuro di ballerino andò difilato dal cerusico il Serpentello che preparava veleni e pozioni, per farlo guarire, ma gli fornì una stampella di legno e gli consigliò assoluto riposo. 

Valentino, abbattuto da questa catastrofica notizia, ritornò lentamente sul suo condominio, saliva e si chiedeva cosa avrebbe fatto per tutto il tempo che avrebbe passato in casa senza fare niente, neanche ballare poteva più.Più saliva e più s’intristiva, e ripensava alla bella farfalla, e si rammaricava di non averle neanche chiesto come si chiamava. 

Arrivato nel suo buco, si mise comodo, con le sue zampine si teneva il capo e si chiedeva come passare il tempo, ma stanco delle sue peripezie, arrivò il sonno e si addormentò. Russò tutta la notte talmente forte, ma così forte che impedì il signor Gufo suo vicino di casa di chiudere gli occhi che quasi le uscivano dalle orbite.

L’indomani mattina  nessun rumore venne a turbare il suo sonno e Valentino dormì beato. Sussultò quando sentì bussare alla sua porta, guardo fuori dalla sua finestra e si rese conto che il sole era alto nel cielo, per “ Dindirindina “  esclamò ! e si mise dritto sulle sue zampe per andare ad aprire. Aperta la porta, si ritrovò la bella farfalla davanti agli occhi, e inebetito dalla sua bellezza, restò impalato con la bocca aperta davanti a quella meravigliosa creatura, dimenticando persino di farla entrare.

Ripresosi dallo stupore,la pregò di entrare e la fece accomodare su una poltrona. 

Lei si presentò “ mi chiamo Vanessa”, e s’informò della sua salute. Lui prontamente le disse che era ferito e Vanessa  lo prese a compassione. Valentino ne approfittò e la invitò a colazione e fu subito il grande amore tra loro due, da allora restarono sempre insieme e non si lasciarono mai più. 

Valentino, innamorato della bella Vanessa si dimenticò persino il suo amato ballo del tip-tap!. . .  

di Rosa Cozzi

da ” Ci sono ancora le favole “

DL. 1941/633