Racconti: I ricordi d’amore, di Gregorio Asero

I ricordi d’amore, non fanno eccezione alle leggi dettate dalla memoria, le quali sono supportate dalle leggi generali della consuetudine e della abitudinarietà. 

Siccome l’abitudine offusca ogni cosa, ciò che ci ricordiamo più intensamente sono le cose che pensavamo fossero poco interessanti. 

La parte migliore della nostra memoria è fuori dal nostro corpo: una giornata di neve, un temporale, una caduta in bicicletta, l’odore di chiuso di una cantina, il profumo del primo bacio. 

Dovunque possiamo ritrovare ciò che di noi stessi avevamo dimenticato, se solo ci sediamo un attimo a meditare sul tempo passato e scopriamo di essere migliori di quanto non pensassimo. 

Scopriamo anche che abbiamo versato molte lacrime nel corso della vita e ci accorgiamo che l’otre che contiene le nostre lacrime è stranamente colmo. Soltanto grazie all’oblio forse possiamo sperare di ritrovare quello che eravamo.

Gregorio Asero

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