Io non ti chiedo di portarmi
una stella celeste,
solo ti chiedo di riempire
il mio spazio con la tua luce.
Io non ti chiedo di firmarmi
dieci fogli grigi per poter amare,
solo chiedo che tu ami
le colombe che amo osservare.
Dal passato, non lo nego,
ci arriverà un giorno il futuro,
e del presente
cosa importa alla gente,
se non fanno altro che parlare.
Io non ti chiedo.
Segui quest’attimo colmandolo di motivi per respirare, non concederti, non negarti,
non parlare solo per parlare.
Io non ti chiedo di andarmi a prendere
una stella celeste,
ora solo chiedo che il mio spazio
sia pieno della tua luce.

MARIO BENEDETTI, gennaio 2013

La lirica, autobiografica, si fonda sul parallelismo “io non ti chiedo/ ti chiedo”, anafora iterata sette volte, che la avvolge tutta, come una spirale in crescendo. La poesia è un cerchio, perché inizia e termina con “stella celeste” e “la tua luce”.
Mario Benedetti nacque a Udine nel 1955; è morto il 27 marzo 2020: aveva la sclerosi multipla fin da ragazzo. Laurea in Lettere a Padova, e Perfezionamento in Filosofia. Fu insegnante nelle scuole secondarie.