La XIX edizione del Ravenna Nightmare Film Fest giunge alla sua conclusione con la tradizionale consegna degli ambiti premi in palio: l’Anello d’Oro al Miglior Film Lungometraggio e l’Anello d’Argento al Miglior Film Cortometraggio. Entrambi creati dal Maestro Orafo ravennate Marco Gerbella rappresentano il riconoscimento della classifica stilata in base ai voti del pubblico. Quest’anno il pubblico votante in sala e sulla piattaforma di streaming MYmovies.it decreta che: L’Anello d’Oro al Miglior Film Lungometraggio va a “The Alternate” di Alrik Bursell.
L’Anello d’Argento ed un premio in denaro di 1000 euro al Miglior Film Cortometraggio vanno a “Night Games” di Henny Amanm.
In più per la sezione Lungometraggio, viene anche consegnato il Premio della Critica alla Miglior Regia di Lungometraggio. Il Festival è onorato di aver potuto annoverare fra i propri Giurati: Emanuela Martini, autrice e curatrice di saggi, direttrice del Torino Film Festival; Chiara Barzini, scrittrice e sceneggiatrice; Viola Prestieri, produttrice cinematografica; Beatrice Fiorentino, giornalista e critica cinematografica, delegata generale della Settimana Internazionale della Critica di Venezia; Andrea Chimento, docente per l’Università Cattolica di Milano e giornalista; Donato Sansone, autore di cortometraggi animati; Steve Della Casa, critico cinematografico e direttore artistico di Roma Fiction Fest e del BA Film Fest di Busto Arsizio.
Il Premio della Critica alla Miglior Regia del Concorso Internazionale Lungometraggi va a: “Post Mortem” di Pèter Bergendy.
Quello che abbiamo particolarmente apprezzato di “Post Mortem” è soprattutto il fatto di come il cinema di genere diventi una metafora di grande intelligenza per parlare del contesto storico e geografico di riferimento. Crediamo che l’horror sia da sempre il genere maggiormente in grado di farci riflettere sui grandi momenti storici, solo che succede raramente con pochi film: “Post Mortem” è uno di quei pochi ed è stata davvero una bellissima sorpresa, dichiarano i membri della Giuria critica. Tra i variegati appuntamenti del nutrito programma del Festival, particolarmente interessante è stata la rassegna OTTOBRE GIAPPONESE. La sezione nasce dalla storica collaborazione con A.S.C.I.G – Associazione per gli Scambi Culturali fra Italia e Giappone, con lo scopo di promuovere la cinematografia nipponica indipendente grazie alle numerose anteprime internazionali. Marco del Bene, presidente dell’associazione è il curatore della sezione.
La sezione ha previsto quest’anno una selezione di cortometraggi di animazione su Dante realizzati da otto giovani artisti formatisi in Giappone e due film di registi giapponesi contemporanei tra i più apprezzati in patria e a livello internazionale. Prestigioso l’omaggio a Pupi Avati, a cui è stato attribuito il Premio ‘Anello d’Oro Special Edition’, con la proiezione del suo film cult “La casa dalle finestre che ridono” (1976); e quello a Edgar Reitz, in collaborazione con Edgar Reitz Filmstiftung, Viggo, Ripley’s Home Video. Nella sezione ‘Celebrazioni’, Ravenna Nightmare ha presentato “Heimat” di Edgar Reitz, opera di culto degli anni Ottanta: il capolavoro del regista tedesco nella nuova versione restaurata dalla Edgar Reitz Filmstiftung con il sostegno della Kulturstiftung des Bundes e della Kulturstiftung des Landes Rheinland-Pfalz. La proiezione è stata preceduta da una doppia introduzione, a cura di Giovanni Spagnoletti, studioso e massimo esperto di cinema tedesco, e di Barbara Rossi, saggista di cinema e autrice di due libri sul cinema di Edgar Reitz. L’epopea di “Heimat” dura da 30 anni: dal 1984, “Heimat: Una Cronaca Tedesca”, fino al 2013, con l’ultimo capitolo, “L’Altra Heimat – Cronaca di un Sogno”. Trai due, nel 1992, i capitoli “Heimat 2 – Cronaca di una giovinezza” e nel 2004 “Heimat 3 – Cronaca di una svolta epocale”. Un’opera mastodontica anche nella lunghezza, 15 ore e mezzo di durata, 924 minuti solo il primo capitolo, accolta in maniera trionfale sin dalla sua prima proiezione avvenuta alla Mostra di Venezia del 1984. “Contro lo shock tedesco della memoria” il regista racconta la storia di una famiglia del piccolo villaggio di Schabbach, che diviene luogo di luci e ombre della storia della Germania. Proiezioni, trasporti e riavvolgimenti avaveno logorato il film al punto di richiedere un restauro dii quasi 10 anni di lavoro sui negativi originali. I primi due capitoli di Heimat, ora rimasterizzati, sono disponibili in Italia, del terzo capitolo, in uscita a dicembre, è stato mostrato un estratto in anteprima. L’omaggio si è concluso con un saluto in video dello stesso Reitz.
La direzione artistica vuole ringraziare il portale Mymovies.it che per il secondo anno ha accompagnato il festival in un delicato momento di transizione permettendone una versione online, e consentendo così al Festival di varcare i confini cittadini.
Ravenna Nightmare Film Fest ringrazia e saluta il proprio pubblico dando appuntamento al 2022 con la XX edizione del Festival dedicato al lato oscuro del cinema.