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Progetto Mathilda, Caterina Franciosi

“Fu colpa della ragazza se Calvin non si accorse dell’auto scomparsa dal nulla alla sua destra. Era così impegnato a fissarla che non vide la grossa berlina nera. Se ne accorse solo quando gli fu addosso. Il Lynx venne lanciato fuori strada. Forse si ribaltò. Forse la ragazza strillò come un’aquila. O forse fu lui a gridare. O magari tutto si svolse in una manciata di secondi silenziosi. Ma non aveva importanza. Tutto ciò di cui Calvin si rese davvero conto fu il buio in cui precipitò.”

Calvin Baker lavora come tassista ma in questo mondo a svolgere questo ed altri mestieri sono persone che hanno commesso un crimine e perciò condannate dal Neoministero del Lavoro a scontare una pena. Una notte a prendere il taxi è una cliente molto particolare, una passeggera a rischio che potrebbe mettere a rischio il suo lavoro e la sua vita. 

Poi quell’incidente, il buio e il risveglio in una clinica. Ma qualcosa non va e al posto del braccio destro c’è ora un moncherino. L’incidente era così grave? Come farà ora a guidare senza un braccio? E se un medico gli proponesse qualcosa di interessante come una protesi super innovativa gratuita? Qualcosa non torna: lui è solo una criminale, e se sotto ci fosse dell’altro?

Caterina Franciosi

“Progetto Mathilda” (Delos Digital, settembre 2021) è tra le ultime pubblicazioni di Caterina Franciosi, classe 1990.

Un racconto lungo fantascientifico che ci porta in un mondo distopico nel quale il futuro è tra i peggiori che potremo immaginare.

Uomini e robot convivono ma in modo molto particolare: è ancora l’uomo a comandare, ma le macchine assumono un ruolo centrale, ed è forte il pericolo che queste possano da un giorno all’altro primeggiare.

L’uomo è una specie in via d’estinzione, a lavorare sono i delinquenti e la diffidenza regna ovunque.

Una realtà ben lontana dalla nostra ma con delle immagini che ricordano il mondo che stiamo vivendo.

In “Progetto Mathilda” l’uomo è ancora più solo, l’estraniazione fa parte di una quotidianità che somiglia più ad un incubo che ad un luogo piacevole nel quale vivere.

Un racconto molto bello, vi ritroverete piacevoli e non troppo velati rimandi a grandi classici del genere, che porta a mille riflessioni e riconferma Caterina Franciosi come scrittrice dalla penna (o tastiera) abile e dallo stile riconoscibile.

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Rebecca M.