Orfani della nostra città, di Giorgio Annone 

Alessandria. Teatro. Orfani della nostra città.

Sono andato a fotografare il nostro malandato teatro comunale perchè stiamo preparando il catalogo per la prossima mostra sul Novecento alessandrino. 

L’ho osservato da tutti i lati e ho trovato questo scorcio molto toccante. Da qui si vedono i volumi di una struttura articolata e funzionale, i locali tecnici e l’alzata maestosa della scena che all’epoca è stata una delle più importanti del Piemonte.

Oggi appare così, come la carcassa di un animale spiaggiato in questi giardini autunnali che lo abbracciano con i rami delle loro piante, rimaste gli unici veri amici di questo organismo morente. 

Noi oggi possiamo solo osservarlo quando ci fermiamo qualche minuto davanti al suo ingresso immaginando le luci accese, le persone che lo animavano, gli attori e gli artisti che lo popolavano. 

Il futuro in cui ci troviamo, per lui si è rivelato fatale. Non siamo stati capaci di coltivare la nostra passione per la cultura con la giusta dose di caparbietà che sarebbe servita a superare anche gli ostacoli più impervi causati dall’incuria che lo ha ucciso. Noi non siamo stati capaci di salvarlo.

Con lui muore un pezzo di noi.

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