CAROLINA ORIONE: LA MUSICA NEL CUORE. Gualberto Ranieri

Domenica pomeriggio, l’appuntamento è a Palazzo Roberti, una dimora storica di Acqui Terme appartenuta alla famiglia Roberti di Castelvero, la cui intera facciata principale è ornata con una evocativa decorazione a stucco applicata dopo il 1866 con il passaggio di proprietà ad una famiglia Ottolenghi. Al centro di una stanza, un piano a coda targato Schiedmayer, la casa di Stoccarda che dal 1807 produce pianoforti molto apprezzati per la robustezza del suono e per la resistenza.

Ai due privilegiati ospiti vengono offerti: lo Studio op. 25 nr. 11 di Fryderyk Chopin (opera tenuta in grande considerazione come dimostrazione della padronanza di combinazione di tecnica e musicalità), Gavotte avec six doubles di Jean-Philippe Rameau (brano meritatamente famoso, di elegante e brillante fattura che costituisce uno dei più begli esempi dell’arte di uno dei più importanti compositori francesi della musica barocca), Scherzo nr.1 ancora di Chopin (brano con un notevole grado di complessità dal punto di vista tecnico) e Sonata KV 457 (in assoluto una delle pagine più misteriose e drammatiche dell’intera produzione mozartiana e uno dei più straordinari capolavori del musicista di Salisburgo).

Classe 2007, Carolina Orione all’età di quattro anni incomincia gli studi musicali con il pianista e compositore acquese Enrico Pesce. A sette anni partecipa al suo primo concorso pianistico, l’ambito e impegnativo “Concorso Nazionale per Giovani Pianisti Acqui e Terzo Musica” conseguendo il primo premio ex aequo. Parteciperà anche l’anno successivo al medesimo concorso in altra categoria ottenendo altri ragguardevoli risultati. A nove anni, inizia a frequentare le lezioni a Milano presso la professoressa Cristina Frosini. Riesce a conciliare gli studi classici presso l’Istituto Superiore Parodi in Corso Bagni (“con brillanti risultati”, così dicono suoi docenti) e la frequenza a corsi presso il Conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Milano. E da questo si può cogliere uno spessore di alto livello da parte di Carolina. Già, anche perché il meneghino Verdi (dove, a dodici anni, avviene l’ammissione con il voto 98,5/100) è una delle più importanti e ambite istituzioni per lo studio della musica, affermato a livello nazionale e internazionale. E l’anno scorso, Carolina è entrata nel corso Giovani Talenti presso il Conservatorio Verdi.

Carolina Orione ha cominciato a farsi conoscere anche al di fuori del Conservatorio di Milano. Venerdì 1° ottobre, nella Sala Matilde Signa-Tavella, presso la casa Benzi di Terzo, ha avuto luogo un suo recital. “Una sala gremita sino all’ultimo posto a sedere garantito dalle norme anti-Covid 19 ha assistito a un concerto straordinario di una quattordicenne che, a detta di tutti, avrà molto da dire nel panorama pianistico nazionale,” ha scritto il settimanale L’Ancora, che ha sottolineato: “ Carolina Orione ha presentato un programma davvero impegnativo affrontando pagine impervie della letteratura pianistica, passando con disinvoltura da “Pour le Piano” di Debussy” allo Scherzo op.20 nr.1 in si minore di Chopin. Tecnica infallibile, controllo dell’esecuzione e raffinata ricerca del suono hanno caratterizzato la performance, perfetta, di una giovane pianista che si trovava per la prima volta di fronte alla difficoltà di un intero recital da solista. Una prova davvero eccellente superata con l’esperienza di una veterana”. Giovedì 11 novembre, Carolina ha suonato al Museo Bagatti Valsecchi di Milano, ospite dell’Associazione Wagneriana e del Conservatorio di Milano.

Da semplice appassionato di musica classica, sottoscrivo quel che il ben più competente critico musicale del settimanale acquese ha scritto. Sicché non resta che seguire il cammino della quattordicenne Carolina con ammirazione e grande rispetto. Il pendolarismo Corso Bagni ad Acqui e Via Conservatorio, 12 a Milano richiede e dimostra una ammirevole passione e amore per gli studi classici: in parole e musica.