Oggi come allora, nulla è cambiato. In una sera di novembre del 1992 più di trenta soldati entrarono in casa mia, distruggendo, devastando, sporcando, offendendo, mi picchiarono e mi portarono via poco più che bambino, avevo 16 anni.
Ieri sera alle 3 del mattino più di trenta soldati, con cani addestrati, armati con fucili di precisone e in assetto da guerra con tanto di telecamere sugli elmetti, sono entrati in casa di mai madre, che ora ha più di 72 anni, l’hanno trascinata con mio fratello sotto la pioggia e hanno ribaltato ogni oggetto, mobile, materasso, pentole ,divani, libreria , per poi arrestare mio nipote Muja, il figlio di mio fratello, un ragazzo di 23 anni, un ragazzo che per sua scelta è al di fuori di ogni movimento politico o di resistenza, un ragazzo già stanco dei conflitti che vede da sempre, che ha scelto coscientemente di non farne parte, ma evidentemente ciò non è bastato a salvarlo dalla furia cieca e ottusa di chi impone l’ingiustizia con la forza.
Mia madre stamattina piangeva al telefono, stanca e angosciata e ripeteva:
“Odeh, ora come allora! Ora come allora, non è cambiato nulla, non c’è pace Odehdhe, non c’è pace.”
Roma, 16 novembre 2021. Odeh Amarneh