Schiuse le porte della fantasia
si aprì come i cancelli del paradiso
il sesso un nido caldo e poi niente a far da sfondo
come a dire che lei era tutto ciò che c’èra al mondo.
Io ero proprio lì davanti ad osservare
barca in balia della sua anima d’acqua e vento
e quando le sue mani iniziarono a giocare
io in quell’anima in tempesta iniziai un lento naufragare.
Non c’era isola dove potersi rifugiare
lei l’unica dimora da abitare
l’acqua e il vento allora riempirono lo sfondo
il mondo era sempre più lontano
il soffio e i gemiti del vento l’unico suono.
Io proprio lì davanti avrei voluto non finisse mai quella tempesta
perchè cos’è la gioia se non questa
eppur finì, come finisce ogni tempesta
resta un’immagine, senza sfondo, nella testa
che ancora oggi sempre con me resta.