L’UOMO PROPONE E LA DONNA DISPONE. . . di Rosa Cozzi

:- Si sa, ed é anche provato scientificamente che quando due persone si piacciono i loro sguardi s’incrociano e trovando terreno fertile , incominciano a fantasticare per poter mettere in opera ciò che si sono detti in quell’istante pur non avendo aperto bocca. 

” IL SEGNALE “

:- Quello che si dissero il giovane Pasquale il prestante macellaio e, la procace Carmelina, nessuno lo capì .  

Ma sicuramente pronunciò le parole giuste per dare l’input a Carmelina per convincerla a diventare la sua musa d’amore.

:- Fu da quel giorno che la visita alla macelleria sotto i portici ,della signora Carmelina, divenne un’assidua abitudine quotidiana. 

Quando entrava in quel locale sembrava che fosse entrato il ” ghibli ”  un vento del deserto che elettrizzava il focoso macellaio e che in fretta e furia , tra grugniti e ossequiosi inchini , faceva piazza pulita di tutti gli altri clienti.  

:- Pasquale serviva con frettolosa cortesia ogni cliente presente nel locale , sino a quando arrivava il turno della bella Carmelina , allora si dilungava a spiegare e a consigliarla sul pezzo migliore da comprare.

:- La passione che era sbocciata tra loro due era tangente, si toccava con mano !  Anzi con gli occhi, visto la protuberanza che appariva all’altezza del cavallo dei pantaloni del bel macellaio , ogni qualvolta che posava lo sguardo sul prosperoso seno di Carmelina.

:- Quel venerdì, approfittando dell’assenza alla cassa di sua moglie e di eventuali clienti, Pasquale si dichiarò dicendo alla bella signora che le piaceva assai e che avrebbe avuto piacere a frequentarla. 

:- Con le palpebre abbassate e con gesti languidi Carmelina , pur avendo un marito che faceva il camionista e che era sempre assente per consegne in tutta Italia e, la lasciava sola per gran parte della settimana , si lasciò tentare dalla proposta di questo prestante e intraprendente giovanotto. Vuoi un poco per noia, vuoi un poco per gioco, disse di si.

:- E fu così che ebbe iniziò la loro storia amorosa clandestina , diventarono amanti. Facevano attenzione e con mille accortezze s’incontravano a casa di lei.  Da quel giorno il capace frigorifero che Carmelina aveva in cucina fu sempre ben fornito di carne, pollo e salsicce. Un modo come un altro di farle capire che le voleva bene e 

che teneva a lei.  

:- I primi tempi s’incontravano sporadicamente, ma la passione diventando sempre più pressante, dovettero accordarsi di quando e come vedersi. 

Convennero che Carmelina quando il marito fosse partito in viaggio per lavoro, avrebbe esposto una tovaglia stendendola sui fili del balcone, siccome se pur distante dalla porta della macelleria si scorgeva il balcone di casa della bella Carmelina.  

Come Pasquale  vedeva stesa la tovaglia , con celerità preparava ogni sorta di ben di Dio, esponendo un biglietto con scritto : “torno subito , sono in consegna ” chiudeva la porta e partiva al galoppo in groppa alla sua bicicletta. E per tutto il pomeriggio nessuno sapeva dove fosse finito. 

Se la spassavano inconsapevoli del pericolo che rischiavano, incoscienti di essere scoperti. 

Ormai la storia amorosa andava a gonfie vele. E a vele spiegate la loro storia veleggiava sui binari della sensualità.

:- Ma il fato, o  la sorte, o come la si voglia chiamare , oppure a causa di qualche invidiosa dalla lingua lunga,  incominciarono  a circolare strani discorsi sulle frequenti consegne a domicilio del macellaio.

:- E dacci oggi, vacci domani e torna dopodomani , il fatto divenne quotidiano, le male lingue sparlavano e il mormorio si spandeva a macchia d’olio.

:- Qualcosa giunse ai padiglioni uditivi del marito viaggiatore, che saputo ciò, gestì con furbizia la notizia.

:- Partì come ogni volta stringendo e baciando la moglie, dicendole che aveva della merce da consegnare in una città del nord e che sarebbe tornato a fine settimana. Ma si era allontanato di poco però, facendo  ritorno in città all’imbrunire. 

:- Carmelina smaniosa di sfogare la noia causata  e accumulata dalla presenza del marito durante il week-end , prontamente stese la tovaglia e aspettò in ” déshabillé ” l’arrivo del suo focoso amante.

Pasqualino che era altrettanto smanioso , come vide la tovaglia sventolare dal balcone, tirò giù la saracinesca , inforcò la bicicletta e pedalando alacremente arrivò sul posto , appoggiò al muro davanti al portone e salì a quattro a quattro le scale senza prestare attenzione a chi incontrava per le scale.

Arrivato col fiatone in cima, dove la bella Carmelina lo aspettava con la porta socchiusa, la prese tra le braccia e la portò direttamente in camera.

Erano ormai sul più bello del loro focoso amplesso , quando uno scampanellio li fece sussultare.

Carmelina prontamente s’infilò il déshabillé e sapendo che quel modo di suonare era del marito, consigliò al suo amante di prendere i vestiti e scappare dal balcone. Andò ancheggiando senza premura ad aprire.

E si ritrovò di fronte suo marito, in compagnia della moglie dell’amante.  Allibita restò senza parole, guardando prima l’uno e poi l’altra.

Nel mentre che erano li tutti e tre e cercavano di parlare senza  riuscire a capirsi,  li interruppe il suono a tutto spiano delle sirene dei pompieri  e dell’ambulanza , sconquassando i timpani  di chi stava nel raggio di meno  di cento metri. 

L’indomani sul giornale locale si leggeva a grandi titoli 

:- Ieri un uomo completamente nudo, con i vestiti in mano é precipitato dal secondo piano di uno stabile.  Non si conoscono le cause dell’incidente.  È tuttora ricoverato in ospedale con il bacino e le gambe rotte. . .

Si aspettano ulteriori bollettini medici. . .

di Rosa Cozzi

da ” Storie di amori, delitti e di risate”