COMUNICATO STAMPA

L’esplorazione spaziale umana: al Caffè Scienza l’ingegnere che progetta moduli lunari

Il ritorno delle missioni con equipaggio sulla Luna è in prima pagina: nuove sorprendenti scoperte scientifiche ci consentono di guardare il nostro satellite naturale da una nuova prospettiva. Come sospettavamo da tempo, oltre alla presenza di ossigeno e idrogeno, due elementi che potrebbero essere usati per produrre carburante per missili, è stata confermata la presenza di acqua nel suolo lunare. Secondo i più recenti piani della Nasa, con il Programma Artemis la Luna sarà usata come base per preparare missioni ancora più ambiziose, su Marte. Quella che era considerata fantascienza sta rapidamente diventando una realtà scientifica. Di questi temi parlerà nel Caffè Scienza di lunedì 22 novembre alle 18 Lorenzo Marchino, ingegnere aerospaziale, System Engineering Manager presso Thales Alenia Space di Torino, azienda che ha contribuito per oltre il 50 per cento alla realizzazione dei moduli pressurizzati della Stazione Spaziale Internazionale. Attualmente Marchino lavora allo sviluppo dei futuri moduli pressurizzati lunari in cui l’azienda è coinvolta, nell’ambito della collaborazione italiana nel Programma Artemis della Nasa.  È raccomandata la prenotazione del posto in sala, prendendo contatto con ACSAL. La stazione spaziale lunare Gateway, programma internazionale congiunto tra le agenzie spaziali americane ed europee, è uno dei pilastri del Programma Artemis per riportare gli astronauti sulla Luna. Ci aiuterà a stabilire una presenza permanente sul nostro satellite naturale e a fungere da stazione di passaggio per future missioni interplanetarie. Supporterà anche l’esplorazione a lungo termine, tramite voli navetta regolari. Uno degli obiettivi del Programma Artemis è di sviluppare e testare i sistemi e le procedure necessarie per svolgere missioni con equipaggio sul Pianeta Rosso. L’esperienza maturata a Torino da Thales Alenia Space con la costruzione dei moduli abitati per l’International Space Station e con missioni scientifiche nel sistema solare, permetterà all’Italia di avere una responsabilità industriale di primo piano nell’elaborazione degli scenari di esplorazione spaziale futuri. In Piemonte è stato costruito metà del volume abitabile della Stazione Spaziale Internazionale, dai Nodi 2 e 3 a Cupola, vera finestra sul mondo per gli astronauti, e la struttura per il laboratorio Columbus.  Inoltre, l’azienda ha costruito tutti i moduli pressurizzati per le navi di rifornimento Atv utilizzate in passato e l’attuale Cygnus. Un vero ecosistema lunare sta prendendo forma e l’Italia è diventata uno dei principali contributori in questa entusiasmante nuova corsa allo Spazio.

(redazione ACSAL)

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