Covid, lo studio italiano: il virus lascia grossi danni al cervello e ne modifica la morfologia

20 NOVEMBRE 2021 – 18:05

di Redazione

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A dirlo sono i dati raccolti dai ricercatori dell’Università di Brescia e dall’Istituto Neurologico Besta di Milano

L’infezione da Covid lascia danni soprattutto al cervello. Questa la scoperta dello studio Covid Next dell’Università di Brescia e dell’Istituto Neurologico Besta di Milano che con conferma come la salute neurologica sia tra i bersagli preferiti del virus. Si tratta di sintomi propri nella fase post acuta, quando dopo la malattia e l’eventuale ricovero, l’organismo si ritrova a combattere con gli “strascichi” dell’infezione. L’analisi degli scienziati italiani è stata pubblicata sulla rivista Neurological Sciences e discussi durante il primo Webinar del forum internazionale Pills of Psychiatry and Neurology 2021. Un quadro importante quello riferito da Covid Next che va a confermare le numerose ricerche fatte finora di come la sindrome neurologica post Covid possa riguardare fino al 70% dei pazienti che hanno avuto sintomi medio gravi. Disturbi di memoria, bassissima concentrazione, importanti disturbi del sonno e dell’umore: questi i sintomi più frequenti che lo studio riconduce a possibili alterazioni della morfologia del cervello provocate proprio da Covid-19. Un effetto riscontrato su diversi pazienti contagiati che spesso, insieme agli altri sintomi tipici, sono andati incontro a una riduzione volumetrica di aree chiave del cervello.

I dati

Nello studio multicentrico pubblicato su Neurological Sciences, gli esperti hanno reclutato 904 pazienti con infezione da Covid-19 e «concomitanti disturbi neurologici di nuova diagnosi». L’età media era di 68 anni e il 57,5% erano maschi. L’analisi spiega come la sindrome respiratoria acuta grave si sia verificata nel 35,9%. dei reclutati. E come le nuove diagnosi neurologiche più comuni siano state: Iipogeusia per il 21,1%, iposmia (20,5%), ictus ischemico acuto (19,6%), delirio (14,4%), cefalea (12,3%), deterioramento cognitivo (11,3%), comportamento anomalo o psicosi (8,9%), convulsioni (5,9%), sindrome di Guillain-Barrè (5,1%), encefalopatia grave con stupore o coma (3,7%), vertigini (3,0%), encefalite (2,3%) e ictus emorragico (2,3%)».