Gabriele Farello mozione congresso PD

Casale Monferrato: In prima battuta, desidero porgere pubblicamente i miei migliori e sinceri auguri di buon lavoro a Johnny Zaffiro, neo segretario del circolo PD di Casale Monferrato.

Di seguito il testo della mozione che ho presentato durante lo svolgimento del congresso di sabato 20 novembre presso i locali del Mutuo Soccorso.

Carissime e carissime,

ringrazio per l’opportunità di poter presentare le istanze di tante persone attraverso questa mozione per la lista Insieme PD.

Innanzitutto dobbiamo capire chi siamo e chi vogliamo rappresentare, o meglio, quali strati della società desideriamo rappresentare.

Una volta compreso questo, sarà possibile studiare un piano e quindi perseguirlo.

Chi siamo.

Siamo cittadine e cittadini, di Casale e del Monferrato. Siamo Profondamente radicati e legati al nostro territorio: siamo una comunità.

Siamo votati al progresso, alla modernità e alle novità. Siamo “freschi” e abbiamo il coraggio e le capacità per non limitarci al nostro compitino.

Chi vogliamo rappresentare.

“Vola solo chi osa farlo”, così scriveva Luis Sepulveda, scomparso un anno fa a causa del Covid, nella “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”. È un racconto che insegna la capacità di accettare ciò che è diverso da noi e, nel caso del nostro partito, del Partito Democratico, accettare i punti di vista di tutti, purché a favore della nostra comunità.

Sempre dal libro: “È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile”.

Come nel racconto, dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort e incontrare le persone, ascoltarle per creare opportunità: con pazienza, senza supponenza, senza senso di superiorità, ma solo tanta umiltà e desiderio di capire.

È quindi necessario aprire una fase di rilancio, di riapertura e riorganizzazione di un nuovo progetto politico.

Un progetto che sappia ricostruire a rafforzare il Partito Democratico e il centro-sinistra con le persone che lo compongono; che sia in grado, soprattutto, di raccogliere le spinte che vengono dalla società. Al bando l’idea che le novità nascono distruggendo l’esistente.

Il nostro futuro è qui e per questo motivo intendiamo essere artefici di questo futuro, nostro, delle nostre famiglie, di chi ci circonda e di chi verrà dopo di noi. 

La Politica, quella con la P maiuscola, per noi non è né una professione né un hobby: per noi la Politica è servizio

Noi siamo per un centro-sinistra che guarda le persone negli occhi, che vive la società, i problemi quotidiani e che cammina in mezzo alle persone. 

Serve una connotazione di rinnovamento, coerente con il percorso intrapreso dalle elezioni comunali, un percorso non semplice, ma che comunque ha coinvolto tante nuove persone e le liste più giovani, diversi dei quali si sono iscritti per la prima volta al Partito Democratico.

Come farlo.

A noi interessa costruire con responsabilità. Unire. La condizione per ripartire dopo un commissariamento sarebbe quella dell’unità e della condivisione.

Pensiamo a un Partito Democratico aperto, a una forza politica che si organizza e che sia aperta alle persone. Aperta a tutte e a tutti, anche a chi non si riconosce del tutto nel PD.

Ho avuto il privilegio e l’onore di conoscere Lidia Menapace. Lidia è stata partigiana, docente, scrittrice e Senatrice della Repubblica; raccontava che la politica è servizio, impegno civile e rispetto per le istituzioni. Diceva che la Politica è bellezza.

È inutile lamentare i malfunzionamenti della società senza farsi carico di un pezzettino di responsabilità. Così come, secondo una fiaba, mentre la savana brucia e il leone scappa, il colibrì torna indietro con una goccia d’acqua per dare il proprio contributo a spegnere l’incendio.

Giovanni Falcone affermava che “La stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare”. Ecco, siamo noi quelli del “fare”.

Noi stessi dobbiamo diventare la tipologia di cittadini che desideriamo rappresentare: studenti, giovani e meno giovani, lavoratori, operai, professionisti, pensionati. Non caste o classi sociali, ma donne e uomini che ogni giorno vanno a lavorare, cercano lavoro o che lo perdono, che si occupano della famiglia e hanno problemi.

“La politica riguarda la vita di tutti i giorni, quello che vogliamo, quello che sogniamo, quello che desideriamo per chi ci sta accanto”. È una frase di Jeremy Corbyn, ex leader del Partito Laburista britannico.


Quest’amministrazione, così come in campagna elettorale, è a trazione maschile, così come i posti chiave della giunta sono a caratterizzazione maschile. Gli assessorati e le deleghe di maggior peso, il vicesindaco, la presidenza del consiglio comunale, il capo di gabinetto, l’addetto stampa, le presidenze di AM+, Energica e Cosmo… il sindaco stesso: sono tutti ruoli occupati da uomini e questo non è più accettabile.

È necessario, ora più che mai, mettere in campo un progetto per la città. Ripartire da certe domande e costruire sulle risposte.

Per esempio: Quale futuro per la Casale del 2040? Come rendere Casale Monferrato una città europea e contemporanea? Come rilanciare l’economia locale?

Sono esempi, e chissà quante altre domande possono nascere incontrando cittadine e cittadini. La vita è un incontro. 

Insomma, a noi interessa porre domande e ottenere risposte, dal basso, dai cittadini. Per questo dobbiamo ridiscutere, rinnovare e rilanciare il nostro riformismo

Ci sarà un grande rinnovamento, con nuove proposte, nuove idee, e noi ne saremo protagonisti. 

Dobbiamo mettere a disposizione della città e della comunità le nostre competenze, le nostre capacità e la nostra esperienza.

Concludo con un estratto di un intervento di Aldo Moro durante la Costituente, spazientito per l’eccessivo protrarsi dei lavori. Il tema è proprio la costruzione di una casa comune:

“Elaborando il progetto di Costituzione e preparandoci a votarlo come adesso facciamo, noi attendiamo ad una grande opera: la costruzione di un nuovo Stato.

Se lo Stato è — com’è certamente — una forma essenziale e fondamentale di solidarietà umana, costruire un nuovo Stato vale quanto prendere posizione intorno ad alcuni punti fondamentali inerenti alla concezione dell’uomo e del mondo.

Non dico che ci si debba dividere su questo punto, partendo ciascuno da una propria visione ristretta e particolare; ma dico che se nell’atto di costruire una casa nella quale dobbiamo ritrovarci tutti ad abitare insieme, non troviamo un punto di contatto, un punto di confluenza, veramente la nostra opera può dirsi fallita. Divisi — come siamo — da diverse intuizioni politiche, da diversi orientamenti ideologici, tuttavia noi siamo membri di una comunità, la comunità del nostro Stato e vi restiamo uniti sulla base di un’elementare, semplice idea dell’uomo, la quale ci accomuna e determina un rispetto reciproco degli uni verso gli altri.”

Mi permetto di aggiungere: la Politica è bellezza.