Mi osserva novembre,
col suo cappello grigio,
la luce risicata,
il buio ruba spazio,
la nudità dei rami,
orfani delle foglie,
fanno tappeti gialli
su strade più fangose.

Natura vecchia e stanca,
l’inverno se l’abbraccia,
tra brividi di brina
e notti mute e gelide,
ma non è mai la fine,
è come un grande libro,
che, se volti pagina,
continuano le storie.

La filastrocca è gradevole, scritta in settenari piani, divisa in due strofe, e strutturata in elenco. Ciascun verso descrive un elemento stagionale o lo stato d’animo ad esso conseguente, un crescendo verso la saggezza della riflessione gnomica finale.