La “Albenga – Carcare – Predosa” al centro della seconda parte dell’incontro ‘Passaggio a Nord Ovest’. Intesa fra Liguria e Piemonte per una variante attesa da decenni, che ades-so è essenziale per il porto e la valorizzazio-ne turistica dei territori.

«Finalmente si è passati dalla lamentazione alla ricerca concreta di opportunità per il ter-ritorio». Le parole sono state pronunciate cir-ca venticinque anni fa, quando la Provincia di Alessandria, all’epoca guidata da Fabrizio Palenzona, ha visto approvare il Patto terri-toriale per lo sviluppo. Strumenti di un’altra epoca lontanissima dall’attuale, e un conte-sto storico e socioeconomico non paragona-bile a oggi. Ma una cosa ha insegnato il Pat-to alessandrino, uno dei più complessi e arti-colati dei 23 approvati in Italia nella seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso: grazie alla concertazione è stato possibile, in circa quattro anni, passare dall’idea al fi-nanziamento e all’avvio di progetti che hanno consentito ad alcune aree della provincia in profonda crisi di imboccare un nuovo percor-so di riconversione e crescita.

Le stesse parole potrebbero riassumere la seconda parte dell’evento ‘Passaggio a Nord Ovest’, andato in scena all’Auditorium del Marengo Museum di Spinetta Marengo. La Liguria e il Piemonte sono d’accordo sulla necessità di passare dalle parole ai fatti per la realizzazione della bretella Albenga – Car-care – Predosa. La si deve fare «per consen-tire la crescita del sistema portuale di Savo-na Vado» , con Genova che guarda «con fa-vore alla infrastruttura che toglierebbe una importante mole di traffico» che oggi transi-ta, senza fermarsi per ragioni commerciali, dal capoluogo regionale e contribuendo alla progressiva saturazione delle maggiori arte-rie stradali già in condizioni normali (e ora è ben peggio per la presenza di innumerevoli cantieri).

‘Passaggio a Nord Ovest’, organizzato dalla Provincia di Alessandria con il supporto tec-nico della Fondazione Slala (Sistema logisti-co del Nord Ovest; il presidente è Cesare Rossini), ha visto riuniti circa sessanta tra amministratori dei due territori, operatori pri-vati, Fondazioni di origine bancaria, esperti e ricercatori, oltre a decine di persone collega-te in streaming. La prima edizione si è svolta a luglio a Savona e aveva gettato le basi per un confronto che con la seconda parte dove-va approfondire la fattibilità tecnica. Due gli impegni presi pubblicamente: la Regione Li-guria, con il presidente Giovanni Toti, e la Re-gione Piemonte con Marco Gabusi, assesso-re a Trasporti e infrastrutture, hanno annun-ciato che «sono pronte a contribuire al finan-ziamento della progettualità della bretella». Se Toti ha aggiunto che «tutti gli stake-holder devono dare un calcio di inizio con un pro-getto definito», Gabusi ha confermato di «es-sere pronto a raccogliere il calcio di inizio di Toti».

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