– I giorni sono tutti uguali, quindi, ben vengono le feste e quant’altro, per dare un po’ di vivacità – dice tra sé e sé Eugenio, seduto sulla panchina. – In realtà non è così, hanno più che altro il sapore della beffa … già, è così. Come faccio a farglielo capire agli altri … ma cosa ci fai tutti i giorni qui? – si chiede Eugenio, osservando il giovane uomo seduto sulla panchina di fronte. – Non è un bel modo di spendere la propria vita; io al tuo posto me la godrei, piuttosto che … rimanere incollato su una panchina. Be’, ognuno è padrone della propria vita, mi risponderesti. Cerco solo di darti dei consigli. Lo so, non sono affari miei, ed è vero. Come non detto, è fiato sprecato. –

                                                         ***

– Sei stato in piazza? – gli chiede la donna, seduta sul divano a leggere una rivista.

– Sì, dove vuoi che vada? – risponde Eugenio, accomodato sulla poltrona, intento a guardare un programma di intrattenimento in TV. – E guarda caso, seduto su una panchina, che poi non è molto differente da questa poltrona. È l’unico diversivo che mi concede il bel tempo. Scusami … –

– Vieni qua. –

– Una perdita di tempo, guardare questi programmi – Eugenio, spegne il televisore, si alza e va a sedersi sul divano.

– Cosa ne diresti di prenderci una bella vacanza? – dice lei, dopo aver poggiato la rivista sul tavolinetto.

– Vuoi dire, andare fuori? – replica l’uomo.

– Sì. Potremmo farlo dopo la festa di compleanno. –

– Cosa sarebbe, un altro regalo di compleanno? –

– Sarebbe un regalo per entrambi; ce lo meritiamo. Ci siamo concessi pochi viaggi. –

– Già, gli impegni di lavoro, la vita, per un motivo o per un altro, non ci hanno permesso molte distrazioni. –

– Credo che sia il caso di recuperare il tempo perduto. –

– Ora, a questa età? –

– Perché?  Io mi sento ancora viva, e scommetto anche tu, se solo lo volessi. Non siamo dei rottami, è bene mettertelo in testa. –

– Ci andresti anche da sola, immagino. –

– Sì, se il mio cavaliere non intende accompagnarmi. –

– Io … non credo di godere di buona salute. –

– Che significa? –

– Quello che ho detto. Le apparenze ingannano. Non sono in gran forma. –

– Cos’hai? –

– Spesso mi sento mancare le forze e mi gira la testa. –

– Sarà dovuto a un problema di pressione. Ti ho detto tante volte di andare dal medico. Ma tu no, sei contrario ad assumere Farmaci. Alla nostra età è del tutto normale. In alcuni casi ne soffre anche chi è giovane. Con un po’ di attenzione si può porre rimedio. Sei più cocciuto di un mulo. –

– Sì, ne prendo atto. –

– Te ne stai zitto, e delle tue condizioni di salute non ne parli con nessuno. Non fai male solo a te stesso, lo vuoi capire? –

– Sì, lo so, mi dispiace. –

– Ti ci porterò con la forza. –

– Dal dottore? –

– Sì. –

– A questo punto potrei farne a meno. –

– Ma cosa dici? –

– Non credo che sia in grado di fare miracoli, perché è quello che mi ci vorrebbe. –

– Cristo! Non puoi farmi questo. Pensa a Sara. –

– Ci penso; a dire il vero, penso a tantissime cose e posso assicurarti che non mi rendono particolarmente felice. –

– Dimmi, cosa posso fare? –

– Non ho nulla da chiederti che tu non lo faccia già: mi sopporti. Non è cosa da poco. –

– Se vuoi, potremmo annullare la festa di compleanno. –

– Non credo che sia giusto; ci avete messo il cuore per organizzarla, e scommetto che sarebbe perfino complicato disdire la prenotazione con il locale. –

– Non pensarci, se è quello che desideri, si farà, non ci sono problemi. –

– Non so cosa dire … –

– Ok, deciso, non si farà. –

– Mi dispiace. –

– A un patto. –

– Sarebbe? –

– Che tu vada dal dottore. –

– … va bene. –

– Sicuro? –

– Sì, lo farò. –

– Quando? –

– Presto. –

– Presto, non è abbastanza. –

– Ti prometto … che in questi giorni ci andrò. –

– Questo non dovevi farmelo – dice la donna, alzandosi dal divano con un’aria arrabbiata.