Milano nel 2030, ecco come sarà: dallo Scalo Farini a Mind, nuove opere, verde e riscatto periferie
di Maurizio Giannattasio

Oltre 4 mila interventi «rilevanti» di nuova edificazione e ristrutturazione, cento sopra i 5mila metri quadrati, 7 milioni di metri quadrati di superfici interessate pari, per farsi un’idea, a 20 Porta Nuova e 2,8 milioni di aree destinate a verde equivalenti a 10 parchi come il Sempione. Il neo assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi traccia la fotografia in movimento della Milano da qui al 2030. La città resta al centro degli interessi degli investitori sia pubblici sia privati. E riguarda tutta la città, sia il centro sia la periferia. Lo scenario parla di investimenti per 13 miliardi di cui 3,5 dal 2021 al 2025. Quindi la pandemia non solo non ha bloccato l’interesse dei privati , ma ha in qualche modo rilanciato quella che si può definire «città pubblica».

Dalle Università alla Scala
La lista degli interventi già in istruttoria o in attuazione è impressionante: c’è la grande propulsione delle università; la Statale a Mind, la Bocconi con il suo nuovo campus, l’ampliamento della Cattolica, i nuovi laboratori del Politecnico. Ci sono gli spazi pubblici della cultura con i depositi della Scala a Rubattino, l’Accademia di Brera allo Scalo Farini, la ripresa della Beic. la realizzazione di un asse culturale che va dal Castello a Cordusio al museo del Novecento raddoppiato e, novità, la riqualificazione di via Santa Margherita. «Sul centro — dice Tancredi — si può realizzare uno spazio pubblico incredibile». Ma anche la Stazione Centrale che potrebbe tornare all’antico. Nel senso di semplificare l’accesso ai treni, ora abbastanza complicato. Nei prossimi giorni Tancredi incontrerà l’ad di Ferrovie per fare il punto della situazione.

La città «partecipe»
Quattro grandi aree che si sovrappongono. La metropoli di quartieri, lo sviluppo sostenibile, la vocazione internazionale e la città pubblica. Quattro articolazioni dello stesso piano di governo del territorio. «Non ci può essere sviluppo della città se non si dà valore a tutti i luoghi della città — dice Tancredi — se non si rende tutta la città partecipe». È la base «filosofica» della città a quindici minuti dove ognuno degli 88 quartieri della città deve avere un grado di autonomia con servizi e, perché no, sedi di lavoro. A fare la differenza rispetto al passato è che gli investitori privati hanno puntato gran parte della loro scommessa sulla periferia. «C’è un grande interesse per le aree esterne al centro» conferma Tancredi. Ogni area parla con le altre. Lo sviluppo sostenibile. «Ogni progetto deve migliorare l’aspetto ambientale — sottolinea Tancredi — e il verde è l’aspetto più importante . Il Pgt prevede la realizzazione di 20 nuovi parchi. Ogni nuovo intervento prevede zone verdi oltre a un meno 4% di consumo di suolo». In questo grande capitolo rientra anche la questione che aveva acceso le polveri tra l’ex assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran e Coima di Manfredi Catella sul Pirellino, ossia la delibera regionale che prevedeva un bonus volumetrico del 25 % per chi recuperava edifici dismessi. La Regione, precedendo la bocciatura della Consulta ha modificato la delibera. Il Comune ha tempo fino al 31 dicembre per individuare alcuni ambiti della città dove non si applicano i benefici, come forma di tutela paesaggistica. «Escludiamo il centro — dice Tancredi —. La delibera a cui stiamo lavorando prevede la possibilità di intervenire con incentivi ridotti al minimo rispetto alla nuova delibera regionale che prevede bonus volumetrici dal 10 al 25 per cento. Altro punto: se non si interviene entro 24 mesi si perdono le volumetrie e si torna agli indici minimi previsti dal Pgt».

Milano 2030. La città che si modificherà in dieci anni. «Tutto questo sta nel Pgt — conclude Tancredi — non c’è bisogno di altri strumenti. Il potenziale c’è. Bisogna lavorare quanto più possibile. Sarebbe interessante pensare a un patto, a un’alleanza per quella che ritengo sia una rivoluzione urbana. C’è già il tavolo Milano da Fare, molto importante, come sarebbe importante rafforzare la rete di rapporti sia con le istituzioni sia con gli investitori per mettere a terra tutti i progetti in tempi certi».