UNA MADRE

Quegli occhi sempre scuri
i tuoi capelli scombinati
come la vita che facevi
tra i tuoi mille sbalzi di umore
il mio non capirti nei tuoi no
echeggiano sovrani nella mia testa
e poi la tigre diventò agnello
così facile da spezzare
io che provavo a ricomporti
strappandoti un sorriso
perché sono un po’ di te
l’estensione dei tuoi desideri inespressi
ti voglio bene così
perché non te l’ho mai detto
tra ogni fuga ed il tuo ritorno
appartengo sempre a te.

CINZIA DEL VENTO, Foglie di tè, Letteratura alternativa Edizioni, 2021.

La poetessa, nata nel 1980, è vissuta in Alessandria fino al 2016; ora risiede ad Asti con il marito e la loro figlioletta. Fu mia allieva al Liceo Linguistico, diplomata con il massimo dei voti; conosce bene lo spagnolo.
Questa lirica è il ritratto della madre, con l’omaggio affettuoso. La poetessa, divenuta adulta, la capisce e l’accetta, riconoscendo quanta parte del carattere della madre si trovi in lei: la vita scombinata, l’umore instabile, la forza indifesa, le fughe e i ritorni, i desideri inespressi.

Una poesia che emoziona , una lirica in cui tutte le figlie, almeno un poco si riconoscono, perché una mamma è l’unica persona che ti vuol bene anche quando la faI arrabbiare, ma quando la rendi felice, te ne vuole molto di più. CS