Segnalo alla Vostra attenzione questo emozionante romanzo d’esordio di Amato Salvatore Campolo “Terra nostra. Famiglie criminali in riva allo stretto”, pubblicato dalla casa editrice Susil Edizioni (2021).

SINOSSI


2008, litorale jonico calabrese; dopo le sanguinose guerre di ‘ndrangheta degli anni ’80, nei territori di Casalotto e Bovese emerge un nuovo “Capu Locu”. È Giovanni Romeo, gestore di un distributore di benzina sulla statale, che si avvicina al clan Macrì e estende negli anni successivi il suo controllo sulla zona: per auto rubate, litigi tra amici o spartizioni di lavoro, la gente del posto si rivolge a lui invece che alle forze dell’ordine. Ovviamente, le nuove attività richiedono la sua “protezione”, in cambio di appalti ad aziende amiche o assunzioni “su richiesta”; Capu Locu e i suoi uomini non lasciano quindi indisturbato un solo cantiere, che sia di un centro commerciale o persino di una chiesa, senza esitare a ricorrere a intimidazioni e perfino a sporcarsi le mani di sangue. Il nome di Giovanni Romeo, e dietro di lui quello dei Macrì, diventano sempre più importanti a Casalotto, e la festa patronale del 2010 diventa una consacrazione a tutti gli effetti per il “Capu Locu”.
Non a tutti, però, questa situazione va a genio: sicuramente non a Jessica Castaldo, “Maresciallo” fresca di nomina ma carismatica e determinata, in cerca di giustizia per suo padre, brigadiere rimasto ucciso pochi anni prima in circostanze poco chiare. Insieme ai suoi appuntati, il maresciallo si metterà sulle tracce degli uomini di Romeo e dei Macrì e dei loro crimini, con l’obiettivo di smantellare la rete di ‘ndrangheta locale. E non va a genio nemmeno a Domenico Tripodi, nipote di Giovanni Ferraro, boss della zona negli anni ’80 e in carcere dal decenni. Domenico, nonostante la sua giovane età, è scaltro e sa muoversi bene: aiutato dai suoi cari amici e da un colpo di fortuna in cui trova l’eredità del nonno, preferisce muoversi nell’ombra invece di stare sotto i riflettori come Capu Locu.
Ma gli equilibri sono destinati a cambiare. Il maresciallo, infatti, arresta alcuni degli uomini di Romeo per crimini minori e, nonostante la loro omertà, riesce a ricostruire l’intero giro di intimidazioni e aggressioni della cosca di ‘ndrangheta, portando all’incarcerazione di Romeo e dei Macrì nel 2012.
Il vuoto di potere che ne consegue sarà presto colmato da nuovi eventi: l’uscita dal carcere prima del padre di Domenico, Filippo, e del pluripregiudicato Giacomo Mancuso “u Geometra”. “Terra Nostra” si conclude chiudendo l’arco narrativo dei personaggi principali, ma prospettando una nuova “minaccia” che incombe…
Raccontando l’ascesa e il declino di “Capu Locu”, ma descrivendo con vivacità i personaggi più disparati che lo circondano, Campolo descrive in presa diretta, con dialoghi brevi ma intensi, le “imprese” ma anche la vita quotidiana delle famiglie di ‘ndrangheta che gestiscono quel fazzoletto di terra calabra in riva allo Stretto. “Terra Nostra” è una crime story all’italiana che restituisce con grande credibilità l’atmosfera che si respira laddove la criminalità regna ancora sovrana nella rete imprenditoriale e nella stessa vita di paese.




PREFAZIONE


A cura di Marco Frullanti:


“Ho sempre apprezzato le storie di provincia ambientate in angoli magari remoti e poco noti della nostra penisola, quando riescono a far “viaggiare” il lettore nei luoghi raccontati; a dargli un assaggio della “vita vera” di quei posti; a raccontare senza filtri, più che monumenti e panorami, personaggi, usanze e abitudini, magari a volte in modo schietto e brutale, ma autentico.
Ho poi un debole per i romanzi di genere, quando una scelta “marcata” di stili e contenuti non avviene per moda o per cliché, ma per rendere più coinvolgente e appassionante la storia che si ha premura di raccontare, per dare migliore veste narrativa a un messaggio di fondo ben preciso.
Ecco, “Terra Nostra” di Amato Salvatore Campolo unisce con successo queste due prospettive, apparentemente poco conciliabili, quella del thriller più concitato (con evidenti sfumature noir) e al contempo di una concretezza descrittiva che ricorda quasi il Verismo. “Terra Nostra” proietta quindi un’immagine ben specifica del fazzoletto di terra calabra che si affaccia sul mar Jonio in riva allo stretto, quella della vita di intere famiglie criminali: una vita di omertà, di violenza; ma anche di forti legami famigliari, dove le tradizioni non solo sopravvivono, ma diventano un punto di riferimento su cui orientare la propria esistenza. E questa vita è raccontata come una crime story: dialoghi veloci e secchi, personaggi che si intrecciano tra loro, crimini che si susseguono, vittorie e sconfitte, ascese e declini repentine. Una “velocità” che permette all’autore di raccontare quattro anni di vicende che si snodano intorno al distributore di benzina di “Capu Locu” senza risultare prolisso o poco credibile.
In questo viaggio nei paesi immaginari di Casalotto, Bovese e Trimpoli della costa jonica calabrese, conosceremo boss di vecchio stampo, criminali di “nuova generazione”, imprenditori corrotti, disoccupati disperati, cinici doppiogiochisti, picciotti e killer senza scrupoli. La dimensione “famigliare” è la chiave di tutto: sono descritti non solo i criminali, ma anche i loro fratelli, cognati, cugini, e soprattutto le loro donne; mogli, fidanzate, madri e figlie in “Terra Nostra” non sono solo figure di contorno, ma giocano un ruolo fondamentale, e senza di loro non è veramente possibile comprendere le motivazioni dietro i comportamenti criminali, le dinamiche che contraddistinguono due dei tre veri protagonisti del romanzo: le cosche Macrì e Ferraro, in un certo senso delle famiglie allargate dove i legami, di sangue o non, hanno un valore fortissimo. In “Terra nostra” si picchia, si spara e si uccide per soldi, certo, ma anche per mantenere l’onore di un “nome” che è stato offeso o anche solo nominato a sproposito: il nome della cosca di appartenenza o dei propri odiati rivali. L’autore non racconta quindi solo storie di crimini, né solo storie di famiglie, ma una vera e propria guerra, che include strategie a breve e a lungo termine, soldati e generali, e come le guerre “tradizionali” stravolge la vita di chi vi partecipa o si trova coinvolto in essa contro la sua volontà.
Il terzo protagonista è la legge, rappresentata da Jessica Castaldo, un giovane Maresciallo che si trova nel difficile ruolo di dover reprimere il crimine laddove questo sembra endemico, intrecciato allo stesso tessuto economico e quindi alle vite di persone “normali”: una lotta impari, forse, e con un pesante prezzo da pagare nella vita privata del Maresciallo, ma non senza risultati, che si concretizzano in arresti che concludono lunghe serie di indagini.
“Terra Nostra” si conclude in bilico tra il prospetto di veri cambiamenti che avverranno a Bovese e Casalotto, e un’ombra che incombe, a suggerire che, in quei luoghi, la ‘ndragheta ha un radicamento tanto forte da rendersi impermeabile alle circostanze e agli eventi, e da assumere nuove forme. Al lettore, al termine di una lettura mozzafiato, è lasciata la libertà di “scegliere” quale delle due visioni abbracciare.”



L’AUTORE


Amato Salvatore Campolo, nato a Reggio Calabria il 27 gennaio 1987. Geometra libero professionista nel campo dell’edilizia in provincia di Milano, scrittore e fondatore del blog Gialli & Neri dedicato ai libri genere thriller-noir. Nei primi mesi del 2021 in un periodo particolare della sua vita scrive il primo romanzo: “Terra Nostra”, ambientato in Calabria e pubblicato dalla Susil Edizioni. A ottobre dello stesso anno pubblica il primo racconto giallo “Omicidio nel milanese, le indagini del Brigadiere Gullì” ambientato a Milano alla fine degli anni 2000. A novembre pubblica la raccolta di racconti gialli “Rosso sangue, delitti in Calabria”.

Amato Salvatore Campolo




Il romanzo “Terra nostra” (Susil Edizioni) potete acquistare seguendo il link allegato:

https://www.amazon.it/Terra-nostra-Famiglie-criminali-stretto-ebook/dp/B09JT4J191

Pubblicato anche sul blog letterario internazionale “Verso – spazio letterario indipendente”:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2021/11/29/verso-consiglia-terra-nostra-di-amato-salvatore-campolo/?preview=true