Salve lettori vi parlo di:

Nella terra dei giganti – in cammino tra Nepal e Tibet di Daniele Vallet – Alpine Studio Editore

L’esperienza di un viaggio può trasformare la nostra visione della vita e rendercene conto a distanza di anni da averlo eseguito?

Un racconto autobiografico, è quello che ci presenta lo scrittore, un viaggio in Nepal  e Tibet eseguito nel 2010, alla ricerca di qualcosa che forse non sapeva di star cercando e inconsapevolmente, a distanza di anni, comprende la sua validità, che con il primo lockdown è riemersa.

La sua storia parte dall’Italia per finire nelle montagne asiatich, una terra carica di spiritualismo ma come ben osserva lo scrittore, se non si è pronti a questa carica emotiva il cervello cercherà di boicottare quest’esperienza unica e irripetibile.

L’autore si apre umilmente al lettore, mostrandosi come l’antieroe, oserei definirlo, fragile e inesperto, a livello fisico ed emotivo, al cospetto della magnificenza di questi luoghi e della sua gente.

È un viaggio introspettivo oltre che fisico, che inconsciamente rieduca anima e corpo al fine di sapersi adattare al meglio in ogni situazione ma anche per riorganizzare le priorità della propria esistenza. Difatti dal racconto risalta come il corpo e la mente, abituati alla quotidianità di una vita socialmente attiva e piena di stimoli artefatti, sono sofferenti perché non avvezzi a lavorare insieme per la sopravvivenza che porta l’esplorazione di luoghi fuori dalla loro confort zone.

Luoghi che si donano nella loro natura totalmente selvaggia al viandante, il quale mostra come queste terre cambiano, sia nel clima che nel paesaggio, da un capo altro del loro territorio.

Attraverso cenni storici e geografici il lettore riesce a immergersi nelle tradizioni, nella cultura e in una società ospitale verso lo straniero.

La lettura di questo libro autobiografico lascia libero il lettore di trarre le proprie osservazioni e riflessioni, toccando corde molto intime e lasciando quel desiderio di svolgere il medesimo viaggio.

Fa capire che non è il luogo che cambia la persona ma il viaggio che spinge a guardati dentro e dare un significato particolare al luogo.

Consigliatissimo!!

Buona lettura

Nota personale:

Devo dire che non mi aspettavo questo tipo di lettura, ormai è noto l’amore che ho verso la conoscenza di altri luoghi e questo romanzo mi ha trasportato in una terra che non ho mai considerato di visitare: Nepal e Tibet.

Mi sono deliziata nelle descrizioni, mi sembrava di essere lì con l’autore, avendo paura quando s’immerge nella fitta nebbia o mentre mangia e i rumori attorno a sé non sono del traffico cittadino ma di qualche animale non propriamente domestico.

Ho apprezzato soprattutto le associazioni d’idee che utilizza, le immagini come si concatenano, donando al vocabolo un significato aggiuntivo e regalando a noi lettori la capacità di comprendere a pieno il suo stato d’animo.

Interessante la sua autoironia, e come viene fuori la sua umiltà, non dipinge la scarpinata come una situazione facile da eseguire, non alimenta il lettore di false speranze, di falsi idealismi. È realmente schietto.

Una lettura che consiglierei non solo a chi è amante della montagna ma anche a chi è amante della buona lettura che sa trasportarti con l’immaginazione oltre.

Trama:

È il 2010 quando Daniele Vallet decide di lasciare Aosta e le prospettive di una calda e spensierata estate italiana per partire alla volta di un viaggio di cinque mesi dall’altra parte del mondo, in Nepal. L’avventura inizia a Kathmandu, con i suoi templi e i suoi colori e prosegue con alcuni inaspettati giorni in Tibet; da lì Daniele si sposta attraverso diverse regioni del Nepal fino alle pendici del Chomolungma, il Monte Everest, e ai luoghi sacri del Buddha. Un viaggio tra le vette più alte del pianeta per camminare, scoprire luoghi nuovi e immergersi nella calda accoglienza delle popolazioni locali, tra tappe organizzate e non, aneddoti e vicissitudini, imparando a conoscere se stessi e ad apprezzare la compagnia della solitudine. Le parole dell’autore ci avvicinano a popoli e tradizioni ancora lontani dalla modernità, ma profondamente vicini alla terra, alla natura e allo spirito, ci fanno cogliere qualche nota della filosofia Zen e ci regalano piccoli spunti per una maggiore consapevolezza di noi stessi. In una regione in cui la spiritualità è un elemento così radicato, il viaggio si trasforma lentamente in un’esplorazione interiore, alla scoperta del nucleo più profondo della nostra identità.

https://www.instagram.com/danielevallet_/