Se si fanno i conti con i contributi che ciascuno ha accumulato durante la carriera lavorativa, può accadere di ritrovarsi con un montante poco soddisfacente. Le lavoratrici che optano per un’uscita dal mondo del lavoro con qualche anno in anticipo rispetto ai requisiti di vecchiaia, possono scegliere alcune valide alternative.

Attualmente, per percepire la pensione di vecchiaia i requisiti minimi richiedono che il lavoratore abbia compiuto 67 anni con 20 di contributi. Chi rientra in questa casistica potrebbe essere interessato a sapere a quanto ammontano le pensioni dei lavoratori con 20 anni di contributi INPS.

Coloro che hanno necessità di riscattare anni contributivi, possono contare su alcune garanzie.

Difatti l’INPS versa fino a 5 anni in più di contributi aggiuntivi senza pagare spese di accredito per determinati periodi assicurativi.

 Si può presentare di fatto la domanda di pensione con 2 anni in meno di lavoro senza penalizzazioni sugli assegni.

Quest’anno si sono succedute ben 2 finestre per la presentazione delle domande. Al 30 di novembre 2021 scadrà la possibilità di inviare domanda tardiva per eventuali risorse residuali.

Questa formula consente di percepire un assegno-ponte in vista della pensione già dai 63 anni di età. L’APE sociale interessa determinati beneficiari e una quota minima di contributi. Nel caso delle donne con figli, l’uscita dalla sfera lavorativa assicura una riduzione sui requisiti contributivi fino a 2 anni.

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