Se si spegne la mia esistenza,
il violino del grillo chi l’adora?
Sul ramo ghiacciato la fiamma chi la spira?
Sull’arcobaleno chi si adagia?
Chi rende morbido campo la roccia,
piangendo mentre l’abbraccia?
Le crepe nelle mura chi le accarezza?
Se si spegne la mia esistenza,
l’avvoltoio chi lo scaccia via?
E sull’altra sponda del fiume
chi lo porta l’amore?

NAGY LASZLO

Nagy Laszlo (Budapest 1925-1978) fu un poeta e traduttore ungherese, apprezzato in patria, pressoché ignoto in Italia. Cagionevole di salute fin da bambino, morì a soli 53 anni. Questa breve lirica si fonda sulle interrogative, addirittura sette, con una proposizione ipotetica iterata (‘se si spegne la mia esistenza’), presentando dati realistici visivi: grillo, ramo, fiamma, arcobaleno, roccia, crepe, mura, avvoltoio, fiume; che diventano visionari nelle immagini, tutte precedute dal pronome interrogativo ‘chi’: chi ammira il grillo che suona il violino, chi soffia la fiamma sul ramo ghiacciato, chi si stende sull’arcobaleno, chi trasforma la roccia in un campo morbido, chi accarezza le crepe delle mura, chi scaccia l’avvoltoio (metafora della morte), chi porta l’amore sulla riva del fiume. La risposta parrebbe essere: “nessuno”; ma forse Nagy spera che sarà la donna amata.