Oddone: L’intitolazione dell’Istituto Comprensivo a Paolo e Rita Borsellino assume per la Città di Valenza una significato particolare ed elevato

Se una Città vuole diventare realmente ‘Bella, attrattiva, accogliente e sicura’, al di là delle enunciazioni deve avere dei comportamenti e degli esempi da seguire.

E l’esempio dei fratelli Borsellino è esemplare sotto ogni punto di vista dall’aspetto del civismo, del senso di appartenenza alla Comunità, delle scelte, dure, difficili e disinteressate sempre e comunque nell’interesse dello Stato e delle generazioni che sarebbero venute dopo di loro.

Paolo Borsellino è stato un servitore leale dello Stato: ha sacrificato molti dei suoi anni migliori, la sua vita familiare, pur rimanendo sempre padre e marito assolutamente dedito alla moglie ed ai figli, per combattere il crimine organizzato.

E lo dimostra il Suo olocausto, insieme alla Donna ed agli Uomini della scorta, vittime tutte di un vile attentato, esattamente come accadde qualche settimana prima a Giovanni Falcone ed alla di lui consorte Francesca Morvillo e agli Uomini della loro scorta.

Con questa intitolazione Valenza vuole rendere omaggio non solo a Paolo, Giovanni e Francesca, agli agenti delle scorte di Capaci e di via D’Amelio, ma a tutti quei servitori dello Stato che hanno perso la vita in tutti questi anni, per colpe della delinquenza, che essa di chiami

Mafia, Stidda, ‘Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita o delinquenza e  terrorismo di qualunque colore esso fosse, rosso o nero

Voglio qui ricordare

Agostino Pianta

Pietro Scaglione

Francesco Ferlaino

Francesco Coco

Vittorio Occorsio

Riccardo Palma

Emilio Alessandrini

Girolamo Tartaglione

Fedele Calvosa,

Emilio Alessandrini

Cesare Terranova

Nicola Giacumbi

Girolamo Minervini

Guido Galli

Mario Amato

Gaetano Costa

Gian Giacomo Ciaccio Montalto

Bruno Caccia

Rocco Chinnici

Alberto Giacomelli

Antonino Saetta

Rosario Angelo Livatino

Antonio Scopelliti 

Luigi Daga

E accanto ai nomi di questi Martiri non voglio dimenticare i 29 carabinieri e poliziotti morti in difesa dei Magistrati

E neppure tutti i servitori dello Stato che in silenzio hanno terminato la loro vita terrena ‘colpevoli’ soltanto di aver adempiuto al loro dovere e creduto nella missione di servire gli interessi della Patria.

Con questo il nostro no a ogni tipo di criminalità, comunque esso si chiami o di qualunque colorazione politica si ammanti è CHIARO E NETTO E’ UN NO UN NO UN NO SENZA ALCUNA RETICENZA E SENZA ALCUN SE O MA.

Ma il Cuore vero e profondo di Valenza palpita anche per la figura di Rita Borsellino che alla morte del fratello magistrato ne ha colto il messaggio, come in un testimone ideale, spendendo grande parte della Sua vita, sino a quando una malattia l’ha costretta al silenzio terreno. Ma di Lei rimangono l’opera coraggiosa nella terra di Sicilia e l’impegno quotidiano di anni a sempiterna testimonianza di come la lotta alla Mafia non debba mai mai mai abbassare la guardia.

E Rita Borsellino questo assunto l’ha ribadito ogni giorno della sua vita, sia nella sua vita politica, sia nella sua attività in Libera.

Perché la mafia, come tutti i fenomeni malavitosi se combattuti, oltre che dalla Magistratura e della Forze dell’Ordine con attività di prevenzione e di repressione possono essere isolati e sconfitti con l’impegno civile di tutti noi

E in questo ambito un ruolo importante, anzi fondamentale, lo assume il mondo della scuola.

E’ la scuola che, insieme alla famiglia, ha un ruolo di primaria importanza nell’educare coloro che saranno i futuri cittadini, sin dalla più tenera età.

E la scuola che, attraverso l’insegnamento dei docenti e gli esempi può fornire tutti quegli strumenti per evitare che si cada nell’inganno del crimine


E la scuola che attraverso l’Educazione Civica può avere un ruolo di guida nel sensibilizzare gli allievi, sin dalla più tenere età a quel discernimento tra ciò che è bene ciò che è male e contribuisce, insieme ad altri fattori, a formare quelli che saranno i Cittadini del domani per una Società che sia giusta ed inclusiva.

Ecco perché non possiamo non plaudire ed apprezzare profondamente questa intitolazione