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Marcello Mastroianni, istrione del cinema italiano

25 anni senza Marcello Mastroianni, antidivo e icona del cinema italiano.

L’attore è stato uno degli interpreti più cono-sciuti e apprezzati del nostro Paese nel Mon-do. Tra i suoi capolavori i film in coppia con Sophia Loren e i ruoli da protagonista per Fellini.

Talento e fascino. Istrione e leggenda del cinema italiano. E soprattutto divo che rifiutava di esserlo. Marcello Mastroianni scompariva 25 anni fa a Parigi, a 72 anni. Attore preferito da Fellini, interprete di 160 film durante una lunghissima carriera in cui ha lavorato con i più grandi registi italiani, da Scola a Germi passando per De Sica, Monicelli, Risi, Antonioni, Ferreri, regalandoci interpretazioni cult come in “La dolce vita”“I soliti ignoti“, “Divorzio all’italiana”, “8 ½”.

Mastroianni è stato, ed è ancora oggi, il più famoso attore italiano nel mondo. Eppure non ha mai voluto imparare l’inglese. Classicissimo e sperimentatore, schivo e amico della gente, antieroe e burlone, melodrammatico e comico, amato dal cinema più popolare e da quello più intellettuale, Mastroianni era un popolano che si muoveva da aristocratico e aveva una recitazione apparentemente distratta e indolente. Dicono di lui che non leggesse i copioni, ma quando entrava in scena sembrava avesse provato centinaia di volte. 

GLI ANNI DEL BOOM – Il suo periodo magico nel cinema è coinciso con quello dell’Italia del boom, il decennio dal 1957 al 1967. Con Ponti e la Loren è stato il pilastro dell’industria italiana del cinema, che in quegli anni si stava imponendo nel mondo. E’ grazie a lui che in quegli anni l’Italia si sprovincializza ed è grazie a lui se l’immagine dell’italiano nel mondo passa da “pizza e mandolino” all'”Italian style”. Il suo cinema è probabilmente il più grande contributo italiano a un periodo storico ancora oggi insuperato per tensioni, libertà e intelligenza.

IL SODALIZIO CON SOPHIA LOREN – Quello con Sophia è stato un lungo sodalizio artistico durato trent’anni. I due hanno recitato insieme in 14 film. Si parte da “Cuori sul mare”, “Tempi nostri”, “Peccato che sia una canaglia”. Poi arrivano “La bella mugna-ia”, “La fortuna di essere donna”, “Ieri, oggi, domani” (1964), Oscar come miglior film straniero, passato alla storia per la celebre scena dello spogliarello della Loren, poi ironicamente ripetuta dai due, trent’anni dopo, in “Pret-à-Portèr” di Robert Altman. Seguono “Matrimonio all’italiana”, tratto dalla commedia di Eduardo De Filippo “Filumena Marturano”, “I girasoli” , “La moglie del prete”, il noir “La pupa del gangster”. Nel 1977, è la volta di “Una giornata particolare” di Scola.  

LATIN LOVER? NO GRAZIE – A fare di Ma-stroianni un divo internazionale è stato sen-za dubbio “La Dolce Vita” di Fellini (1959), un film con cui nasce l’etichetta di latin lover. Lui non amava essere chiamato così e alla defi-nizione non ha mai voluto abituarsi, nono-stante un fascino fuori dal comune e un lun-go elenco di relazioni sentimentali. “Non so-no bello e non lo sono mai stato. Ho una fac-cia qualsiasi, anonima, anche un po’ da buri-no”, diceva di sé.