C’è un rapporto di proporzionalità tra il successo del 110% e degli altri bonus edilizi e la crescita vertiginosa dei tentativi di frode bloccati sul nascere dall’agenzia delle Entrate. Quattro miliardi è la cifra resa nota dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa di fine anno. A tanto ammontano le operazioni sospette che il Fisco ha fatto emergere stoppando la cessione del credito o lo sconto in fattura. La curva degli indebiti utilizzi o peggio ancora dell’inesistenza dei crediti si è impennata dopo il decreto Antifrodi (Dl 157), trasposto in uno dei tanti emendamenti approvati alla manovra. Di fatto in poco più di un mese l’aumento è stato del 400% rispetto agli 800 milioni denunciati dal direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, nell’intervista al Sole 24 Ore del 6 novembre scorso.

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Un problema che, come spiegano fonti delle Entrate, non riguarda solo il superbonus del 110% citato da Draghi e che ha spinto i parlamentari M5S a difendere la misura con una nota ufficiale. Ma è trasversale a tutte le agevolazioni introdotte sul fronte immobiliare: dal bonus facciate (risultato tra i più gettonati anche sul fronte delle frodi) al credito d’imposta per gli affitti commerciali. Il vero problema sta tutto nel meccanismo di cessione del credito.

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