In visita al “Museo Segantini” di St. Moritz per ammirare le opere del pittore, nella luce dei luoghi che le hanno ispirate.

Giovanni Segantini è uno dei massimi esponenti del Simbolismo. Era nato ad Arco (Trento) nel 1858 e, dopo aver frequentato l’Accademia di Brera a Milano e aperto in città il suo primo atelier, si era trasferito con la musa ispiratrice, Luigia Bugatti, detta Bice, prima in Brianza poi nei Grigioni, infine, a 36 anni,
a Maloja in Engadina.

Trascorreva i mesi invernali a Soglio in Val Bregaglia finchè nel 1899 morì sullo Schaf­berg, il monte che sovrasta Pontresina.

Leggo all’ingresso del museo dalle enormi finestre che lasciano entrare la luce naturale: “Nelle Alpi svizzere l’artista trae ispirazione dal paesaggio montano, a cui conferisce una intensissima lumi­nosità, trasponendo sulla tela la natura osservata molto analiticamente e, al contempo, attribuendole un contenuto profondamente simbolico”.

Il meraviglioso trittico: “La vita”, “La natura”, “La morte” ne è straordinario esempio.

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