Racconti: “ IL SENTIERO DEI RICORDI “,  Rosa Cozzi

Buongiorno!

“ IL SENTIERO DEI RICORDI “

Sono da poco tornata all’ovile come si suol dire, in parole povere sono tornata al mio paese natio. 

Non é cambiato molto ai miei occhi.

Da quando sono tornata, mi sono imposta una passeggiata mattutina nello stesso tratto di bosco che fa da frontiera e impedisce alle gelide raffiche di vento di investire facendola tremare la casa patriarcale e che io nella mia infanzia e poi da adolescente vagabondando inventavo storie di elfi e di fate, mentre la percorrevo ad occhi chiusi.

Ho nel corpo la solitudine e la pace di chi ha ritrovato qualcosa di prezioso. L’odore delle foglie secche penetra nelle narici, cammino lentamente e il rumore dei mie passi attutito dall’erba mi tiene 

compagnia. 

Un viottolo pulito e tracciato da passi che hanno percorso sovente quel tratto, mi indicano la via da seguire.

Inconsciamente mi ritrovo davanti al nostro rifugio e ogni momento del passato torna vivido .           

Nella solitudine tra gli alberi, ogni tanto uno spiraglio di luce, un fruscìo, un battito d’ali, un canto di richiamo di un merlo, mi ricordano che c’é ancora vita tra quei rami e mi siedo sotto il nostro albero, dove tu avevi inciso un cuore con le nostre iniziali.

Quanti ricordi tornano ad affollare la mia mente, come il giorno che giocando e ridendo a crepapelle, ci scontrammo e come se fosse stato la prima volta che ci toccavamo, non riuscivamo a staccarci l’uno dall’altro. 

Tanti sospiri e quanto stupore nei nostri occhi, scoprire che avevamo bisogno di quel contatto, quante carezze ci facemmo come se la nostra pelle fosse assetata di sentire il tocco delle nostre mani, quanti baci che ci donammo come se ogni bacio ci dissetava come bere a una fonte, quante lacrime versammo sapendo che dovevamo separarci per tornare ognuno nelle nostre rispettive città.

Ricordo il giorno in cui partimmo, mi regalasti l’anellino pegno del nostro amore dicendomi di non toglierlo mai fino a quando non saremmo tornati di nuovo qui.  Stupidamente lo lasciai cadere nell’incavo del nostro albero e fu impossibile recuperarlo. Non volevo che finisse così. Cosa che non accadde, da allora sono passati tantissimi anni. 

Qui tutto mi parla di te, sento come un rimprovero ,un brusio, le foglie che si agitano per chiedermi dov’é ?. Ma io non so dove sei, sei svanito nel nulla, o sono io che ho smarrito la strada per ritrovarti?.

Una gazza si posa su un ramo e lascia cadere il suo prezioso bottino, lo raccolgo e con stupore sento che il mio cuore si é fermato, poiché mi ritrovo tra le mani l’anellino smarrito che tu mi donasti come pegno del nostro amore.

Lo giro e lo rigiro tra le mani e poi l’infilo al mignolo , entra solo alla prima falange e mi rendo conto che le mie mani non sono più quelle di una bambina ma di una donna ormai adulta, con il viso segnato da rughe sottili e con qualche filo bianco tra i capelli.

Le esperienze della vita mi hanno portato via gli anni più belli, i sogni di avere una vita insieme a te, ora che ormai é troppo tardi, mi accorgo del vuoto che ho nella mia vita.

Sono completamente immersa nei miei pensieri , un fischio mi fa ritornare al presente, mi accorgo della presenza di un bellissimo cane dal pelo fulvo e lucido, quasi lo invidio talmente brilla . Mi scodinzola intorno come se mi conoscesse e un altro fischio lo fa allontanare da me, ma ecco che ritorna ancora e come se sapesse che il suo padrone l’avrebbe cercato torna da lui  e poi torna da me, rapidamente mi alzo e sto allontanandomi, quando sento una presenza dietro di me, con un pizzico di apprensione guardo quello sconosciuto che mi fissa, una lunga barba incolta gli orna il mento , indossa una vecchia camicia a quadri e un cappellino rovesciato all’indietro gli dà l’aria di un vecchio boscaiolo.

Mi alzo e mi faccio da parte per passare oltre, ma lui fa lo stesso e per ben due volte facciamo quella strana danza che si fa quando ci si sposta contemporaneamente. 

È  allora che lui mi afferra per le braccia e mi dice: “benedetta donna stia ferma mi muovo io “ ; e come fossi stata una bambola mi solleva da terra come un fuscello e mi appoggia contro l’albero.

Mi rendo conto che l’impressione di vecchio viene cancellata dalla forza che denota dai suoi ancora muscolosi bicipiti.

Con  stupore lo vedo accarezzare quel cuore con le iniziali come se fossero per lui la cosa più preziosa. 

Guardandolo negli occhi mi accorgo che sono umidi di pianto, senza volerlo mi rendo conto di fare la medesima cosa come se avesse violato un luogo sacro, mi asciugo gli occhi con la mano.

È allora che senza volerlo pronuncio un nome, lui si volta sorpreso e mi chiede come faccio a sapere come si chiama, io gli dico il mio nome e spiego il perché sono vicino  a quell’albero.

Il destino a volte gioca con le persone.

I nostri corpi si erano amati, ma non si riconoscevano, eravamo due anime cieche che si sfioravano.

Malgrado fossero passati tantissimi anni che non ci vedevamo ci eravamo ritrovati, tremanti e trepidanti ci siamo abbracciati .

Dopo essere ritornati in paese, mi ha chiesto se volevo cenare con lui, ho accettato. . . 

Si era offerto di venirmi a prendere, ma avevo rifiutato, amavo camminare e mi avrebbe permesso di ripensare a questo incontro quasi miracoloso.

Mi aspetta sbarbato ed elegantemente vestito sulla soglia di casa.

È una bella casetta, arredata con gusto, come se ci fosse una donna ad accudirla, mi complimento con lui, convinta che abbia una moglie che l’accudisca , ma mi dice di no, che fa tutto lui, mi spiega che si é trasferito li subito dopo gli studi, non si é mai sposato nella speranza  del mio arrivo . 

Era ritornato li ,aspettando in un mio ritorno, li dove ci eravamo fatte tante promesse. 

E che  per lui erano stati anni di solitudine , di sofferenza per avermi perduta , mi aveva attesa ogni giorno ed ora guardandomi non credeva ai suoi occhi e finalmente mi rivela tutto il suo amore. 

Sento che é sincero, sono tornata  a sorridere di felicità dopo tanto tempo. 

Io che avevo chiuso in uno scrigno quell’amore di gioventù, apro il mio cuore, gli dico che lo amo ancora.  

Allora ogni reticenza sparita, piano piano ci troviamo abbracciati, una nuova vita incomincia, siamo diretti verso una nuova avventura… La nostra felicità!

di Rosa Cozzi

da ” Storie di amori, delitti e di risate “

DL.1941