Spett. Redazione

Chiediamo ospitalità perché pensiamo sia giunto il momento di ricordare quanto la CUB SANITA’ ALESSANDRIA ebbe a comunicare nel mese di settembre, pochi giorni prima della manifestazione che organizzammo davanti all’Ospedale di Alessandria. Apprezzammo allora il fatto che Alessandria Today fu l’unica testata locale a pubblicare le nostre comunicazioni; il nostro apprezzamento derivava dalla constatazione che Alessandria Today sembrava restare l’unica voce giornalistica autenticamente libera e capace di mettere a confronto opinioni diverse, mentre il resto del panorama giornalistico locale appariva appiattito su esercizi propagandistici che in questi giorni vengono analizzati e qualificati come inidonei ad un paese civile da autorevoli intellettuali.

Nel mese di settembre avevamo denunciato che le disposizioni di legge che obbligavano alla vaccinazione il personale che lavora nel settore della sanità, avrebbero avuto conseguente dirette ed indirette disastrose sul funzionamento del servizio sanitario. Denunciavamo il fatto che la campagna vaccinale, lungi dall’essere presentata, come nel resto d’Europa, quale misura tra le misure utili a ridurre l’incidenza della malattia Covid, qui in Italia aveva preso una piega spettacolare, pubblicitaria, per non dire identitaria. Avevamo rilevato che accanto alla vaccinazione obbligatoria per i sanitari si stava costruendo una retorica di guerra (in realtà già operante sin dall’inizio della epidemia), orientata non già a comunicare un problema sanitario imprevisto e quindi a sollecitare, presso la popolazione, un ricorso eccezionale al pensiero razionale; ma a costruire un nemico invisibile per poi successivamente incarnarlo in un gruppo sociale.

Il disastro conseguente alla gestione strumentale della epidemia può essere sintetizzato in un elenco, quello delle condizioni del sistema sanitario alessandrino:

  1. allarmante carenza del personale nelle strutture sanitarie pubbliche e private
  2.  personale costretto a turni massacranti ed incentivato mediante gettoni e straordinari a lavorare oltre ogni limite consentito dalla legge e dalla fisiologica resistenza alla fatica (abbiamo notizia di medici che lavorano 24 ore!)
  3. conseguente riduzione della qualità delle prestazioni
  4. scenari caotici negli ospedali in particolare nei reparti di Pronto Soccorso
  5.  erosione progressiva dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici
  6. dimissioni o sospensioni del personale più esperto
  7. scadimento delle qualità morali del personale dirigente, sempre più indistinguibile dal managment che opera in settori finanziari, commerciali, o invischiato nelle pratiche della politica
  8. Esternalizzazione di funzioni importanti quali quelle infermieristiche
  9. Maniacale attenzione all’immagine: scelta indispensabile in ogni azienda organizzata per vendere un prodotto, inspiegabile spreco in un settore che dovrebbe invece occuparsi delle persone ammalate

Le strutture sanitarie pubbliche e private della provincia sono in grave carenza di personale e stanno patendo le assenze del personale risultato positivo al covid. Non si può attribuire questa calamità ai non vaccinati, ormai tutti sospesi dal lavoro. Non è forse, quindi, giunto il momento di ripensare alle politiche sanitarie ed alle cause profonde di epidemie sempre più frequenti? Sarà sufficiente, per i mesi a venire, attribuire la responsabilità della diffusione delle malattie infettive stagionali ai non vaccinati, quando l’esperienza ci sta dimostrando che le soluzioni miracolose uguali per tutti finiscono ogni anno per incrementare le complicazioni e ridurre la capacità di superarle delle strutture sanitarie?

Poniamo queste domande nella speranza di non dover, fra qualche mese, ritornare a sottolineare che le nostre previsioni erano ancora una volta corrette. L’assenza di pregiudizi ideologici ed interessi economici che caratterizzano la CUB SANITA’ ALESSANDRIA ci ha consentito di individuare i problemi che si sarebbero verificati nel giro di qualche mese, mentre i responsabili si prodigavano in una guerra ai non vaccinati pensando di scaricare su di loro le responsabilità di un disastro che invece ha origini diverse: esternalizzazione dei servizi, riduzione della capacità di accoglienza delle strutture pubbliche, uso delle medesime per fini politici e carriere personali, burocratizzazione della professione medica e riduzione della medicina territoriale.

Chissà se questa situazione di ennesimo allarme, questa ormai perpetua emergenza induca chi ha il potere e la responsabilità di farlo, quindi anche i mezzi di informazione, ad accogliere le proposte di un approccio caratterizzato dal dubbio e dalla precauzione nell’affrontare le epidemie stagionali che le diverse varianti ci promettono? Chissà quanto tempo ancora occorre per accantonare la retorica di guerra fin qui utilizzata, quasi che invece di curare la salute delle persone si trattasse di mobilitare i popoli contro nemici invisibili, in campi di guerra, lungo trincee, esaltando l’operato degli eroi e punendo i disertori?

 

CUB SANITA’ ALESSANDRIA