LIPU Umbria: NO ai botti !!!!

Da Sandra Ravagnani

NO ai botti !!!!

IL 31 DICEMBRE MI UCCIDERAI

CI HAI MAI PENSATO? 

Io sono lì che dormo. 

Appollaiato sopra un ramo, 

protetto dalla cavità di un muro, 

riparato dal fogliame della siepe, 

rannicchiato sotto una tettoia. 

Intorno a me solo il profondo silenzio della notte

 e il freddo intenso dell’ inverno. 

Ho arruffato le piume per trattenere il mio calore

 e tengo il mio capo sotto l’ ala. 

Dormo. 

D’ improvviso un boato 

e poi scoppi assordanti 

e esplosioni 

e schianti che si susseguono, 

che rimbombano, 

lacerando l’ aria. 

Trema il cielo mentre i boati mi colpiscono 

come tsunami. 

Anche il mio cuore ha un tremore 

e se mi andrà bene, morirò d’ infarto 

così, almeno, non soffrirò. 

Lo spero ma non so se andrà così. 

Al primo scoppio, il terrore mi fa impazzire, 

il cuore pare volermi uscire dal petto, 

mi butto fuori dal mio rifugio alla ceca, 

non vedo gli ostacoli, 

non riesco a capire. 

Devo fuggire, fuggire via. 

Scappare da quei violenti e assordanti boati. 

Io ci provo ma loro sembrano inseguirmi, 

si ripetono, 

sono tanti, 

sembrano un tutt’uno, 

sono tutti intorno a me. 

Sbatacchio alla rinfusa nell’ aria, 

le mie ali si agitano senza senso. 

Un istante dopo sono a terra.

Mi sono schiantato su quel tronco d’albero 

o forse era un muro 

o un cavo elettrico. 

Non so. 

Non sono morto ma la mia ala non si muove più. Non potrà più farmi volare. 

Resterò lì, ferito, a terra, 

accanto ai residui 

che hanno provocato quei fragori 

e che tu hai acceso. 

Immobile. 

Morirò d’ inedia, 

lentamente. 

In silenzio. 

Ma tu non lo saprai mai.

Ci avresti mai pensato? 

Credo di no 

perché non avrebbe molto senso 

sapere che mi hai ucciso 

proprio nel momento in cui festeggi il nuovo anno! Gli auguri non hanno bisogno di boati 

che trafiggono il mio cuore! 

Fammi vedere una nuova alba, 

lascia che io voli ancora!