Racconti: ” IL PAESE FANTASMA ” Rosa Cozzi

Buongiorno!

” IL PAESE FANTASMA “

Mentre imperversava la grande guerra in un paesino appeso sulle alte montagne, tutti gli abitanti perlopiù di lingua  tedesca pregavano che quello scempio finisse presto.

Ogni famiglia aveva visto un figlio, un fratello, uno zio, un amico, partire per andare a difendere la patria. Erano poco più di duemila anime, molto unite e si aiutavano solidali l’uno con gli  altri. 

C’era nell’aria il sentore di una catastrofe, si parlava di fare scomparire il paese sott’acqua. E la brutta notizia tanto temuta arrivò !!

Ad ogni abitante  venne comunicato di sgomberare il paese, le autorità passarono per le  vie bussando ad ogni porta e a ogni persona raccomandando di prendere solo ciò che gli era necessario, dovevano cercarsi un altro alloggio in un altro paese. La decisione veniva dall’alto, ormai tutto era stato scritto e firmato. Il paese doveva scomparire, al suo posto doveva nascere un lago, che sarebbe servito per costruirci una centrale idroelettrica, che avrebbe portato l’illuminazione a molti altri paesi limitrofi e a mezza regione del nord-est . A nulla valsero le suppliche dei paesani, la lettera accorata di don Rieper, il sostegno del papa al comitato che chiese udienza per le rivendicazioni . I lavori iniziarono e terminarono velocemente con l’ausilio di 7000 operai a metà del 900, il 28 agosto del 1949.  L’esodo dei paesani era terminato.

Tutti con le lacrime negli occhi vollero assistere alla scomparsa del paese. Lentamente l’acqua copri le strade, poi i muri e i tetti delle case, il paese annegava spazzato via dalle acque del fiume, ormai diventato e battezzato Lago di Resia.  

Il livello dell’acqua fu portato così a 22 metri: le stalle, i campi, case dei contadini che abitavano li vennero sommerse, centinaia di ettari di terra lasciarono il posto alla necessità di produrre energia.

Rimase a guardia del paese solo il campanile , monumento vestigia della chiesa medioevale di Santa Caterina,  risalente al 1357 e del piccolo borgo che la custodiva.

Si raccontava nei paesini una strana storia di due innamorati: Gino e Francesca, si erano promessi sposi sin da bambini proprio lì, sotto le campane del campanile , si tenevano per mano mentre si recavano a scuola nella piccola aula del paese. 

Crescendo Gino partì per la guerra, mentre Francesca l’aspettava, fiduciosa che il suo amoroso sarebbe tornato e l’avrebbe sposata. 

Il tempo passava lentamente, ma Gino ritardava a tornare,  Francesca languiva nell’attesa. 

Poi la tremenda notizia che tutto sarebbe  stato sommerso. Francesca rimase ad aspettare ancora il suo amato. 

Nel trambusto degli ultimi istanti nessuno badò a lei. 

Allontanandosi dal paese sommerso tutti i paesani sentirono la campana suonare i rintocchi a morte, era come un addio e l’ultimo saluto.

In seguito la vita continuò e più nessuno seppe nulla di quella bella fanciulla dai neri e lunghi capelli, nessuno più la incontrò o la vide.

Ma incominciò a circolare la voce che aspettando proprio lì, si fosse uccisa per amore… 

Gli abitanti più vicini ogni volta che sentivano i rintocchi di quel solitario e squadrato campanile, si segnavano con il segno della croce e rabbrividivano.

Si chiedevano chi facesse suonare la campana rimasta ancora intatta appesa nella guglia del campanile che si ergeva ancora come una sentinella solitaria nelle notti buie, in cui la valle veniva spazzata dal forte vento e, increspava le acque del lago.

Le raffiche del vento passavano attraverso gli archi e poi si sperdevano con un un lungo lamento che sembrava pianto tra le contrade vicine e i boschi che ricoprivano le montagne…

di Rosa  Cozzi

“Storie di amori, delitti e di risate “

da un’idea di Riccardo Annibali.