Torno a casa mia

Torno a casa mia,
nella poderosa mia torre d’avorio.

Ero sceso per te in sulla via
Perche’ m’era parsa mirabile ventura
Percorrere accanto a te
L’estremo tratto della vita mia.

Qual madornale abbaglio fu la tua comparsa
Nel.cerchio fatale dei terreni giorni!

Quale miraggio m’era parso facil conseguire!…

Puo’ un orizzinte essere raggiunto?
Puo’ l’azzurro cielo essere stretto in pugno d,uomo,
Anche se d’un uomo sognatore?

M’era parso d’essere una rondine
Che conquista i cieli azzurri e tiiepidi
Che reca seco il carro di Proserpina;
M’era parso valicar recinti d’eden
Quando mi sorridesti a pieno cuore,
Quando pronunciasti il nome mio
Con tenerezza che scioglieva l’anima;
Quando mi salutasti come un caro amico perduto e ritrovato si saluta;
Quando.mi guardasti con quegli occhi belli
E mi dicesti un “ciao” che memorava
Celestiale dir d’un cherubino.

Ma or ritorno indietro, riprendo da dove allora mi trovasti
Ls vita che mi fu dstinata;

Mi spoglio d’ogn’illusione , rivivo alla giornata
Senza nulla attendermi in questo sistema di cose relative, provvisorie;
Non do piu’ importanza alle fantasime,
Mi ricarico della soma del dolore
Che avevo deposta ai margini della fallace via..

Non voglio piu’ nessuno a me vicino ,
Non voglio piu’ a fianco creature
Che mi distraggon dalle progettate mete,
Dei pensieri , dalle fantasie che m’infondon l’aire,
Per non troncare prima il rapporto tra me e il mio Dio.

Azzurri marzolini, siate testimoni del ritorno a casa;
Rinuncio a camminare accanto alla creatura
Che m’aveva rapinato cuore, anima , pensieri, i piu’ intimi e puri sentimenti che guidano il mio cuore…

Vittorio Zingone

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