Delfina e l’autoritratto di Cristina Gentile, fumettista e non solo Martedi, 04/01/2022 –
Abbiamo chiesto a Cristina Gentile, amica storica di NOIDONNE, di descriversi attraverso la protagonista delle sue vignette che per anni sono state generosamente concesse al giornale e poi raccolte nell’edizione 2017 dell’Agenda NOIDONNE Cult. Ecco l’autoritratto in cui efficacemente tratteggia il suo essere donna dai mille volti, poliedrica e coraggiosa, ironica, forte e fragile.
Grazie, Cristina!!
“Chi è Delfina? Delfina è un po’ tutte le donne, da quelle che abbiamo conosciuto a quelle che abbiamo soltanto visto nel sedile accanto in metropolitana, fino a quelle che ci hanno talmente coinvolto da desiderare di fare un viaggio per il mondo insieme a loro, con l’entusiasmo di chi può partire senza meta insieme ad anime affini.

Delfina per me, che ne sono l’autrice, è tutto questo e molto altro ancora. Pensando a lei riconosco che le devo la mia esistenza nel mondo, nel senso che grazie a questa donnina colorata e molto più simile ad un’acquatica sirena, piuttosto che ad un essere umano, ho potuto amare la vita ed occuparmi di vivere appieno esperienze lavorative o esistenziali così importanti per me, come il teatro, sia come attrice e sia come organizzatrice di messe in scena internazionali; grazie a lei ho potuto studiare, approfondendo argomenti che hanno dato alla mia vita significati inaspettati per la loro profondità. Infatti grazie a lei ho potuto laurearmi di recente in Antropologia Culturale e ho potuto girare per l’Italia in tournée con le compagnie teatrali.

Se non ci fosse stata lei a rimanere a casa a dire cose profonde, a testimoniare che io, la sua disegnatrice, esisto anche se al momento non sono raggiungibile, poiché mi trovo altrove ad esprimermi e a cercare la mia strada nel mondo, non mi sarei sentita così spavalda o meglio sarei stata molto più insicura nell’amare la vita e le persone che ho incontrato sul mio percorso così fondamentali alla ricerca di me stessa.

Penso ai 7 anni dedicati all’attività nel volontariato, che mi ha vista occupata di notte sulle ambulanze nelle zone impervie dell’entroterra ligure, dove vivevo. Un’esperienza umana che mi ha profondamente cambiata, per aver visto tante situazioni difficili, tante persone da aiutare. Mentre io mi esponevo in situazioni anche delicate lei, il fumetto Delfina, stava a casa, o meglio stava confinata nello spazio della pagina bianca, apparso sul mensile NOIDONNE, che deve i suoi natali in una copertina degli anni ’90, dove, contorsionista esperta fruga in una cassettiera e dichiara di avere i concetti in disordine, come tutte noi in vari momenti della giornata e della nostra vita.

Lei c’è sempre stata a testimoniare saggia e laconica, che si la sua autrice Cristina Gentile non è in casa, è presa dalle sue passioni e dal suo lavoro, che è stato soprattutto quello di amare la vita con tutte le asperità del caso, ma c’è, esiste e lei, Delfina, ne è la prova con le sue curve e con la sua femminilità bizzarra ed ammiccante, è lì sulle pagine delle testate nazionali, come La Repubblica, Diario, La Smemoranda e nelle gallerei d’arte, dov’è stata esposta e ha fatto ridere o riflettere molto visitatori che hanno riconosciuti in lei la moglie, la figlia, la sorella o la madre.

Delfina ha sempre testimoniato con caparbia ed umiltà che io, la sua autrice, esisto ed esisto grazie a lei. Per me Delfina è un’ancora sempre molto sagace nelle sue esternazioni lapidarie che mi hanno permesso di vivere anche di slanci e di pensare, che tanto c’è lei a dire cose intelligenti e a sgomitare con gentilezza tra i vari personaggi del mondo della satira. Mi sono sempre sentita osservata da lei, ma mai giudicata. Vedeva che mettevo l’anima nel lavoro che ho svolto, come per esempio nel mondo dello spettacolo come cabarettista nei locali milanesi e forse ha anticipato le inevitabili delusioni che anch’io come ognuno di noi avrei provato esternando in una vignetta che mi è particolarmente cara: ‘Mi sono aperta alla vita. Sa di tappo’ .

In questo senso è più lei ad aver creato me che io lei. Il mio è stato un lavoro di ricerca interiore, di approfondimento di stati d’animo o motti di spirito che animavano il mio modo di vivere le situazioni e le relazioni, ma lei mi ha dato modo di cercarmi, perché sapevo che potevo contare sulla sua presenza cartacea di anima profonda e necessaria. Lo posso dire a chiara voce: Delfina mi è stata necessaria per dire comunque sempre si alla vita. La trovo una creatura straordinaria e non solo graficamente.

Grazie a lei ho imparato a formulare pensieri e desideri; a dare voce all’emozione. Vi sembra poco?

La continuo a disegnare anche nelle ultime vicende pandemiche, come quella pubblicata in questa pagina e ogni volta continua a sconvolgermi e a stupirmi per i suoi guizzi e per la sua vivacità. In un periodo come questo, dove si naviga nell’incertezza lei riesce sempre ad essere brillante. Francamente vorrei tanto assomigliarle, ma poi mi rendo conto che io sono già lei, perché Delfina siamo tutti noi”.

Cristina Gentile
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Foto Delfina e l’autoritratto di Cristina Gentile, fumettista e non solo

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