Angelo Marinoni

Recentemente l’assessore ai trasporti del-la Regione Piemonte Gabusi ha dato la no-tizia che è imminente la firma di un con-tratto decennale fra AMP, il consorzio re-gionale piemontese che deve farsi carico della programmazione dei servizi di tra-sporto pubblico e relativa contrattualizza-zione, e Trenitalia per il servizio di traspor-to ferroviario regionale. La notizia è senz’ altro positiva per tutte le ragioni chiara-mente espresse dall’assessore nella re-cente intervista su un media on-line (sta-bilizzazione del servizio e possibilità di pianificazione con un interlocutore sul medio periodo fra i principali), ma la vicen-da piemontese, descritta dall’assessore anche ad Alba in occasione dell’evento per la riapertura ai fini turistici della ferrovia Asti – Alba, dà l’opportunità di riflettere su un problema generale che, a torto, viene considerato un ineluttabile stato di fatto.

L’assessore ha fatto sapere che la regione dovrà investire, o meglio tirare fuori, 15 milioni annui dal proprio bilancio perché sia garantito l’attuale servizio minimo che, particolarmente in Piemonte Orientale, ne-cessiterebbe di una significativa integra-zione per poter essere accettabile.

La cifra va (anche) a compensare un contenzioso di cui non si conosce molto e di cui a livello regionale si discute poco lasciando il problema e chi lo deve risolvere e sta cercando, praticamente da solo,  di farlo con i mezzi che ha a disposizione, non certo adeguati.

La domanda che nessuno si è posto è: ma è normale un paese dove un ente pubblico si indebita per garantire un servizio pubblico fornito da un’azienda pubblica?

La risposta è un limpido “no” per molte ragioni, di cui individueremo le principali.

Il primo perché Trenitalia e’ sì una azienda di diritto privato in quanto società per azioni, ma è di totale proprietà del Ministero ora della Mobilità Sostenibile.

Il secondo perché il trasporto ferroviario re-gionale è un servizio pubblico che lo Stato garantisce tramite finanziamento pubblico, principalmente attraverso il Fondo Naziona-le Trasporti che eroga alle regioni per garan-tire il servizio.

Il fatto che quel fondo sia insufficiente e i cri-teri di distribuzione da riscrivere completa-mente e’ argomento connesso, ma non coin-cidente al nostro.

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