Rosa Cozzi: ” ADDIO AMORE MIO “

Buongiorno!

” ADDIO AMORE MIO “

Mi trovavo davanti ad un bivio, dovevo rinunciare a te ho rischiare di diventare lo zimbello di tutta la città. 

Io adulta matura, amante di te giovane appena maggiorenne.

Sapevo che avrei sofferto, avrei urlato di dolore fino a perdere la voce la mia disperazione per non poterti stringere più tra le mie braccia, la mia solitudine eterna senza di te, ma dovevo farlo.

Dovevo farlo, dovevo dimostrare che ero una donna seria, che non ero io che ti trattenevo, ma che eri tu  a volermi . 

Non potevo raccontare quello che mi dicevi, quello che rappresentavo per te, tutte le parole appassionate, i baci sensuali e il tuo amore prepotente che mi faceva impazzire.

E più stavi con me e più non volevi lasciarmi. 

Eri per me un soffio di aria pulita e incontaminata, oro puro che sgorgava dal tuo cuore che mi riempiva l’anima.

Sapevo che ti avrei spezzato il cuore, quel tuo cuore che mi avevi dato mesi prima, quando con mia grande sorpresa mi facesti una corte non propriamente celata ed io mi sentii lusingata e adulata, non seppi resisterti e a nulla valsero le mie ragioni. 

Mi volevi dicesti, mi volevi da anni, avevi aspettato di essere abbastanza adulto per corteggiarmi, che eri quasi impazzito quando mi ero sposata, che ero l’amore tuo da anni, sin da quando ti avevo stretto a me e ti avevo baciato sulla fronte il giorno che mancò tuo padre. 

Io ero la tua cosa, la tua creatura, il tuo mondo.

Quanti momenti insieme che abbiamo passato.

Ora ferma è risoluta ti ho scacciato, ti ho escluso fuori dalla mia vita.

Sto ripensando alla tua faccia  e alle mille espressioni che hai fatto, quando mi sono fatta trovare al tuo arrivo, abbracciata ad un altro.

Prima la sorpresa, poi con gli occhi mi interrogavi come se volessi conferma per ciò che vedevi.

Volevi la verità per il mio gesto, ti sembrava così incongruo questo mio comportamento.

Non hai pianto, hai dimostrato di essere un uomo coraggioso, ma so che avevi il cuore spezzato, te lo lessi negli occhi e nella mascella serrata, mentre morivi dentro. Ed io morivo dalla voglia di abbracciarti e coccolarti e dirti che non era vero.

Salutandoti ho trovato il coraggio di mantenere ferma la mia voce e ti ho detto ciao con indifferenza, che non dovevamo vederci più, che questa nostra strana e burrascosa storia doveva finire prima o poi. 

Con voce ferma e dura ti ho detto che non ti amavo più, che ormai quella sbornia per te era passata e che non era più possibile per me averti dietro attaccato alle costole come un cagnolino.

Sapevo di ferirti profondamente, questo era il mio scopo, dovevo darti l’impressione che di te non m’importasse più nulla, mentre tutto il mio essere bramava e urlava in silenzio che rinunciare a te era come amputarmi le due braccia e strapparmi il cuore.

Sto guardandoti andare via attraverso i vetri nascosta dalle tendine della finestra. 

Sai  ti ho visto che avevi le lacrime agli occhi ,

mentre andavi via con la testa china .

Quasi con rabbia hai aperto la tua macchina ti sei messo al volante, messo in moto e partito come se il fuoco ti fosse alle calcagna. Mentre io pregavo che non ti succedesse nulla.

Si lo so sono stata crudele, ti ho distrutto. 

Ma non saprai mai quando sono distrutta io per aver rinunciato a te. 

Ho dovuto fare questa promessa a tua madre, altrimenti avrebbe rivelato a tutto il paese di questa nostra storia, ma tu non lo saprai mai.

Sono certa che ti rivedrò, ma non come un vecchio amore, bensì come uno sconosciuto.

Addio amore mio. . .

di Rosa Cozzi

“Storie di amori, delitti e di risate”

DL.1941/633