Presentati

Sono Rachel Sandman, ho 31 anni e sono una libraia, una blogger e sono l’autrice di Echo e di Robin, entrambi editi da Delrai Edizioni. Vivo in un paesino immerso nella nebbia, incastrato tra le campagne piemontesi. Lavoro invece a un quarto d’ora di macchina, presso la libreria Mondadori di Saluzzo, un antico marchesato in cui è meraviglioso perdersi tra i vicoli della città vecchia. Sono un essere solitario; mi piace leggere, disegnare, fare fotografie. Ho un’ossessione per il caffè e adoro immergermi in borghi sperduti alla ricerca di arte nascosta, in mezzo a crepe o rovine deturpate dal tempo.

 Come e quando ti sei avvicinata alla scrittura e perché scrivi.


I primi tentativi di scrittura risalgono alle scuole elementari, quando ho iniziato a scrivere un diario. Ma la vera immersione nella parola scritta è avvenuta senza dubbio durante gli anni delle scuole medie, quando invece di aver paura non vedevo l’ora ci fossero i temi in classe per scoprire quale traccia avrei dovuto svolgere e inventare nel giro di un paio d’ore.
La scrittura per me è un qualcosa di arricchente. Scrivo per riflettere, partendo da dati noti, aggiungendo dettagli personali, infarcendo con studi e approfondimenti. Per me la scrittura è una filosofia che si incide nella pagina e poi muta, diventando esperienza che coinvolge il lettore a 360°.

Di quale genere fanno parte i tuoi romanzi? Ti è venuto spontaneo iniziare con quel genere?

Ho iniziato scrivendo un romanzo, Echo, che rientra nei canoni del new adult classico: è un music romance contemporaneo. Mi è venuto spontaneo perché… Era forse il genere che maggiormente conoscevo, che avevo letto negli anni dell’adolescenza, che quindi riuscivo a maneggiare di più.
Robin è invece un romanzo più maturo, per contenuto e scrittura. Si tratta di un romanzo di narrativa sentimentale dove la storia d’amore c’è, è palpabile, è la linea narrativa predominante ma non è la sola.
 
Dove prendi l’ispirazione?

Da qualsiasi cosa, penso di farlo anche in maniera del tutto involontaria, senza rendermene immediatamente conto. Prendo spunto dalla vita, da un film che guardo e di cui mi rimane impressa una determinata scena, dalla musica, dai libri e romanzi che leggo, da un passante che muove la mano in un particolare modo, dalla ragazza che siede sulla panchina e non nasconde la lacrima che le solca il viso.
 
Hai qualche buffa abitudine mentre scrivi? Qualcosa che ti caratterizzi e che fai abitualmente durante la stesura?

A parte i tempi morti e i blocchi esistenziali di scrittura? A parte gli scherzi… Gli auricolari nelle orecchie. Quella è la mia abitudine. Non riesco a scrivere, sentendo, se non ho la musica che urla e sbraita e ruggisce.
 
Quando inizi un libro hai già la storia delineata in mente? Preferisci una bibbia? Scrivi di getto?

In linea di massima, so come inizia e come finisce: nel senso che visualizzo proprio le scene. Il problema è tutto ciò che sta nel mezzo! Tento di buttar giù una scaletta per delineare i capitoli, ma spesso devio dal percorso e poi mi ritrovo a improvvisare.
 
Con i tuoi libri tendi a voler lanciare al lettore anche qualche messaggio particolare?

Nel mio caso, è assolutamente così. Come ho detto prima, la scrittura è un’esperienza ad ampio spettro, così come la lettura. Io spero di riuscire, nei miei romanzi, a lasciare dei sassolini, dei semi, che poi germogliano nell’animo del lettore generando curiosità, voglia di approfondire o conoscere. Banalmente… Se anche solo una canzone citata nei miei romanzi è stata poi cercata su Spotify perché prima non la si conosceva, per me è meraviglioso.
 
Trovi che la scrittura ti abbia cambiato?

Non credo che la scrittura cambi: penso che sia un mezzo che può aiutare per vedere fatti ed eventi sotto una luce nuova, attraverso una nuova prospettiva. Diciamo che la scrittura è una fedele compagnia di questo mio percorso che si chiama vita e che, spero, stia procedendo verso una ricerca di maturità ed equilibrio.
 
Spiegami la sensazione che hai provato quando hai pubblicato il tuo primo libro e spendi qualche parola su di esso.

Echo è stata la prima storia che ho portato a termine. È stato meraviglioso e vederlo pubblicato e presentato a Milano, in fiera a Tempi di Libri, è stata la realizzazione di un sogno. Quindi, direi che ho provato gioia, euforia, paura… Un pochino, all’idea di confrontarmi per la prima volta con una storia di fronte ad un pubblico ampio: un romanzo è un’opera di fantasia, ovvio, ma inevitabilmente l’autore si mette a nudo di fronte al lettore. Ed infine… Credo di aver provato orgoglio.
 
 Cosa consiglieresti a chi si avvicina alla scrittura?

Di non farlo solo perché è di moda. Come qualsiasi cosa, che sia un hobby o un lavoro, lo si deve fare se si ha passione, dedizione, se si percepisce la fiamma. Farlo solo perché tutti lo fanno è il modo peggiore per iniziare. Mi è capitato, recentemente, di confrontarmi con un autore (o pseudo tale… Di cui non farò ovviamente il nome) che mi proponeva, in quanto blogger, il suo libro da leggere. Le premesse sono state: “Il mio libro racconta cose mai narrate prima… Un giorno mi sono detto: perché non provare a scrivere un libro? … Ora ho terminato il secondo ma non credo scriverò più perché è stato faticoso.” Per me… Un modo errato sia di porsi sia di affrontare quello che è il viaggio della scrittura che non si basa sul raggiungimento di chissà quali traguardi, ma si fonda sul processo creativo che è intrinseco in esso. Se non siete disposti a sudare e lavorare su ogni frase, lasciate perdere sin da ora.
 
Cosa invece consiglieresti ai lettori? 

Di essere audaci. Di non fermarsi alle etichette di genere. Di cercare di essere il più possibile onnivori, affrontando più stili e trame, non dando nulla per scontato, non escludendo nulla a priori. Cercate di spostare i vostri limiti nella lettura e vi si apriranno mondi che magari, per noia e per preconcetti assurdi, avete tenuto lontani per troppo tempo.
 
Quali sono le tue opere? Spendi una breve frase per ogni titolo, se vuoi puoi inserire anche il link di acquisto.

Ho scritto:
ECHO: storia di due anime perdute che lottano per trovarsi. Sam è una ragazza che si dona poco al mondo, ormai abituata a vivere dentro un’armatura. Tom è apparentemente il suo opposto: istrione, ironico, un ragazzo dal sorriso perennemente sulle labbra che, però, parla la sua stessa lingua.
Link > https://www.amazon.it/Echo-Rachel-Sandman/dp/8899960526/ref=sr_1_3?crid=1A6UFG2J84KRS&keywords=rachel+sandman&qid=1640765803&sprefix=rachel+sand%2Caps%2C139&sr=8-3
 
 
ROBIN: romanzo in cui un uomo e una donna si incontrano e, senza snaturarsi, rimanendo loro stessi, imparano ad amarsi, a supportarsi, a sostenersi, a curarsi. Jeremy è enigmatico, spigoloso, schivo e allergico alle relazioni. Laure è colore, speranza, calore, vita.
Link > https://www.amazon.it/Robin-pettirosso-tempesta-Rachel-Sandman-ebook/dp/B094BGKWDM/ref=sr_1_1?crid=1A6UFG2J84KRS&keywords=rachel+sandman&qid=1640765784&sprefix=rachel+sand%2Caps%2C139&sr=8-1
 
 
 Hai qualche progetto futuro che potrei seguire e che vorresti annunciare a chi legge? (e ovviamente a me che ti seguirò)

I progetti sono tanti e vari ma sono entrambi in uno stato di abbozzo tale che non mi permettono di dire nulla. Sono ancora troppo poco delineati.
 
Indica le tue pagine social / blog…così da poterti far seguire…

Su Instagram (social che seguo e aggiorno maggiormente): https://www.instagram.com/rachelsandman2190/

Su FB: https://www.facebook.com/rachel.sandman.7 (profilo personale)
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