Ricordo una chiesa antica,
romita, nell’ora in cui l’aria s’arancia
e si scheggia ogni voce
sotto l’arcata del cielo.

Eri stanca,
e ci sedemmo sopra un gradino
come due mendicanti.

Invece il sangue ferveva
di meraviglia, a vedere
ogni uccello mutarsi in stella
nel cielo.

GIORGIO CAPRONI, 1934

Tre strofe, una quinta rima, una terzina, una quartina, con versi piani di varia misura dal ternario all’endecasillabo, priva di rime.
La ragazza che gli fa compagnia è Olga Franzoni, la sua fidanzata, morta di setticemia nel 1936. Caproni insegna alle scuole elementari di Rovegno, nell’entroterra ligure. Conosce Rina Rettagliata, che diventerà sua moglie nel 1938. L’impronta del futuro poeta già si vede in questa lirica giovanile: ‘vedere ogni uccello mutarsi in stella nel cielo’.