Vincenzo Miceli: Casale Monferrato

Casale Monferrato 

La città è d’origine romana (forse l’Industria di Plinio) come attestano medaglie, statue e iscrizioni. L’antico nome fu sostituito col termine della bassa latinità con cui s’indica un gruppo di case, e fu quindi Casale S. Evasio dal nome del patrono; l’attuale nome è posteriore.

Donata da Carlo il Grosso alla chiesa di Vercelli, fu affrancata da Federico I, salvi i diritti dell’impero, ma ricondotta da Enrico VI a Vercelli. Ribellatosi il comune, nel 1215 venne raso al suolo dalle armi dei Vercellesi collegati con Alessandria e Tommaso di Savoia. Risorto per opera di Federico II, che gli confermò gli antichi privilegi, passò quindi agli Alerami marchesi di Monferrato e in seguito ai Visconti, ai quali succedettero un’altra volta, i marchesi di Monferrato della famiglia dei Paleologi.

Sotto Guglielmo VIII Paleologo (1464), Casale ebbe un senato, il titolo di città e, con bolla di Sisto IV, fu sede vescovile. Ai Paleologi, per sentenza di Carlo V, seguirono i Gonzaga di Mantova nella persona di Federico III, marito dell’ultima Paleologa Margherita.

Per la successione del ramo di Nevers fu in seguito assediata (il famoso assedio del 1630 di manzoniana memoria) e a lungo disputata da Francia e Spagna. Alla fine del ‘600 tornò ai Gonzaga e nel 1703 l’ebbero i Savoia.

Degna di ricordo è la difesa del 24-25 marzo 1849 contro gli Austriaci del maresciallo Wimpffen, che, sebbene riuscisse a prendere la testa di ponte del Po, non poté procedere oltre per l’eroica resistenza dei Casalaschi.

(Foto di Fabio Romanzi)