A CHE PENSI?

— A che pensi? — la tua voce mi coglie
mentre guardo il paesaggio rispecchiato
sul buio della stanza. Per un poco
l’eco delle parole si sospende
al silenzio, che le fa più gravi, poi:
— A che pensi? — e il tuo viso si fa triste
per sapere, indagare …
Penso ai giorni
d’aprile che non io ma un altro certo
ha vissuto come in sogno, ora richiusi
sigillati dietro un vetro trasparente,
in un verde irraggiungibile deserto.
Penso a tutto ciò che sfugge dal presente.
Penso a quando sulla terra sarà come
noi non fossimo mai stati, a quel vibrare
delle tremule nell’aria, a quegli odori …

ALESSANDRO PARRONCHI, 1961

Strofa di 15 versi piani, endecasillabi e doppi senari, divisa dallo scalino al v. 7/8. La poesia si fonda sulla proposizione interrogativa “A che pensi?” iterata 3 volte, nel titolo e in due incipit. Parronchi si rivolge alla donna amata. La poesia fa parte della raccolta “Coraggio di vivere”.foto pexels