Come la vita: libri, storie e persone visti dietro le “quarte”

Quei viaggi che ci fanno crescere, tornare e ricordare

“Come la vita” racconta di storie, persone, sentimenti, emozioni: tutto ciò che possiamo trovare “dietro” un libro. 
È una rubrica dedicata ai nostri autori, a tutti i lettori e a chi si serve dei libri e della scrittura per comunicare un’idea, con tanti argomenti e spunti di lettura da scoprire a ogni nuovo episodio.  “Come la vita” porta la firma inconfondibile di Nat. 

di Natalia Ceravolo

https://ilmiolibro.kataweb.it/

Self publishing

Sono tornata.
Che poi tornare, onestamente, non so più davvero cosa significhi.
Ho lasciato la mia casa natale talmente tanto presto che, a conti fatti, è più il mio tempo trascorso altrove che lì.
Credo che molte delle persone che mi hanno vista nascere non sappiano esattamente l’odore della mia pelle e il colore dei miei passi.
Quando vivi così l’andare e il tornare si mischiano, come la farina e le uova e le mele per i dolci, ecco.
Non si scinde più il singolo elemento, il singolo viaggio, il singolo sogno.
Eppure.
Eppure è sempre lì che devo sedere per essere, e ricordare a me stessa chi sono diventata.
Ho preso treni di notte rossi fuori e di velluto dentro, che avevano l’odore del fumo e del freddo.
E mi piaceva la strada.
E mi ammaliava persino la tristezza.
Quando viaggiare significa crescere credo sia così.
Ho confidato segreti a perfetti sconosciuti che, nell’arco di quelle undici ore, avevano le sembianze di elfi magici e tarocchi rivelatori.
Avete mai incontrato pezzi di voi negli altri, viaggiando?

Giovanni Barbato in Incontri casuali con personaggi straordinarici svela dei segreti.
Un album di fotografie della memoria. I personaggi si susseguono in una bizzarra sequenza sul palcoscenico del quotidiano e interrompono le abitudini. Gli esseri umani lasciano parole e segni. La vita si nutre di incontri. Forse abbiamo perso un po’ di questa consapevolezza negli ultimi tempi, in cui incontrare fa rima con paura. Torneremo?
Torneremo.

Ho imparato a piegare i ricordi e a spiegarli quando ne ho voglia.
Gli appunti di viaggio, le annotazione degli orari, le memorie di una vita.

Un libro che mi ha intrappolata: Ancora un attimo, per favore, di Giovanni Bogani.
L’ultimo viaggio di una madre. Il primo viaggio nei suoi ricordi da parte del figlio.
Dentro quel poco che rimane di lei, impigliato nella memoria. Insieme a questo, c’è la storia dei due, nel corso degli anni, nel susseguirsi degli eventi. Una corsa per riacciuffare scampoli di un’infanzia e un’ adolescenza ormai lontane. Intorno, nei capitoli brevi di questo libro, l’Italia di mezzo secolo.

Tu venivi da uno dei posti più belli del mondo, quella roccia conficcata dentro il mare, terra di vento, di sole, di mare azzurrissimo. Chissà cosa era rimasto davvero in te di quell’isola, se non una tendenza al silenzio e alla malinconia.

Vi auguro un biglietto per andare, uno per tornare e, nel mentre, un viaggio che valga la pena fare.

Buon inizio.