Viandanti

Non è più qui la luce del domani,
e non c’è pace lì tra terra e cielo,
scorrendo senza fine e senza scopo,
sabbia nella clessidra d’oro e rame,
si consumava il tempo senza gloria.

Siamo viandanti, abbiamo sguardi spenti,
abbiamo visto troppo o troppo poco,
cadevano le torri rotolando,
come se fosse solamente un gioco
s’alzavan muri e falsi terrapieni.

Si lotta per avere un posto al sole,
ma poi nel cono d’ombra si finisce,
mentre un’eclissi va a coprire il sole,
s’alza impetuoso il vento in quello scuro,
e muoiono di strazio i desideri.

Abbiamo nelle mani vecchi semi,
i solchi sono lì non han memoria,
il seme è solo un seme, non ha storia,
il solco non distingue, né la terra,
può nascerne una rosa oppure un rovo.

Non è più qui la luce che ci acceca,
pallido il sole, pallida l’aurora,
viviamo in questo limbo senza fine,
tra le violette e le verbene in fiore,
mentre in silenzio il mondo se ne muore.

GPG