Non le sembra nemmeno vero quello che è successo. La donna rimane seduta sul divano, con lo sguardo assorto, sopraffatta da un turbinio di pensieri. Aveva già mezza idea sul romanzo che si accingeva a scrivere, ora dovrà cancellarlo dalla mente e cercare di trovare una nuova storia, che non sia un giallo né un thriller, ma un racconto tinto di rosa. Forse un giorno si sarebbe cimentata con questo genere letterario, ma in questo momento non si sente all’altezza, non è pronta. Cerca di non pensarci, di rimandare il problema, quanto meno fin quando non avrà le idee più chiare. Dopo aver cenato prova a rilassarsi sedendosi per un’ora circa sulla poltrona in bambù posta in terrazza, poi va a letto.

Fortunatamente il sonno non viene compromesso dalla notizia bomba, così la mattina seguente la donna si sveglia con un’aria spensierata. Ci vuole ben altro per metterla in crisi. Il luogo anche di giorno conserva tutta la sua bellezza. In piedi in terrazza con in mano un bicchiere di spremuta d’arancia, osserva il cristallino mare, ed è subito amore. Nella zona si contano pochissime case sparpagliate e si ha l’impressione che non sia un posto conosciuto, visto che la spiaggia è deserta. Un angolo di paradiso che va goduto attimo per attimo. La scrittura può attendere. Prima di ogni cosa vanno fatte le dovute presentazioni, e la donna intende rispettarle andando al mare, scendendo giù per il viottolo, ad osservare quello splendido tappeto azzurro. Giunta in spiaggia, si guarda intorno, accertandosi in effetti che non c’è un’anima viva. Meglio così, si percepisce dall’espressione compiaciuta del suo volto. Poggia per terra lo zainetto e tira fuori dal suo interno il telo di morbido cotone che distende sulla ghiaia, si toglie il variopinto vestito lungo, mettendo in mostra le sue forme tondeggianti, che non ama esibire, fortuna che non ci sia nessuno a osservarla, coperte in minima parte da un costume due pezzi di colore rosa pallido. È ancora mattina presto, ed è probabile che qualcuno verrà a farle compagnia, così approfitta della beata solitudine per farsi il primo bagno. Si tuffa nelle acque leggermente mosse, riemerge e si allontana a lunghe bracciate; si immerge nuovamente e nuota sott’acqua per poi risalire in superficie. È una brava nuotatrice, su questo non ci sono dubbi. Si è allontanata dalla riva un bel po’, com’è consuetudine fare. Si sente a suo agio, ma soprattutto spensierata, dimenticandosi persino della notizia bomba che le ha dato l’amico editore. Non guarda nemmeno a riva, quando lo fa, un’improvvisa presenza di un uomo seduto a pochi metri dal suo zaino, la coglie di sorpresa, ed avverte una strana sensazione, come se fosse stata violata la sua privacy. Nello zaino non ha lasciato soldi né oggetti preziosi, se si esclude il cellulare. Non è un ladro, altrimenti se lo sarebbe preso e portato via. Rimane in acqua, ma qualcosa le dice che è ora di ritornare a riva, non fosse altro per esaudire la curiosità di vedere da vicino quello sconosciuto che continua a fissarla. Esce dall’acqua e raggiunge il telo. I loro sguardi si incrociano, seguito da un cenno di saluto. La prima cosa che risalta ai suoi occhi è l’aspetto fisico dell’unico compagno di spiaggia, decisamente un bell’uomo, anche se non più giovanissimo. Si cerca di non creare un clima di imbarazzo, da una parte volgendo l’attenzione al panorama circostante, dall’altra distendendosi a pancia in giù sul telo. Trascorrono alcuni minuti, non si sa esattamente quanti, forse mezz’ora, un arco di tempo in cui tutto può evolversi. La donna si gira in posizione supina, schiude lentamente gli occhi, quando a un tratto una figura umana oscura la visualità, facendola saltare di paura.