Federcontribuenti. Prestiti ”cura Italia”: le banche pretendono la prima rata

Federcontribuenti: ”il MEF fermi subito l’eccidio delle PMI.

L’economia non è ancora ripartita”

”Artigiani, commercianti e piccole imprese hanno ricevuto oggi la telefonata dalla banca per il pagamento della prima rata dopo la fine della moratoria, scaduta il 31 dicembre 2021. Soldi che non hanno e sapete cosa faranno le banche? Aggrediranno in ogni modo questi lavoratori finanche segnalarli al CRIF con tutte le conseguenze del caso. Significa privarli del lavoro e aggredirli su ogni piccolo bene che posseggono”. Bruxelles ha garantito ”flessibilità” ai singoli Stati, perchè il governo italiano non ha agito per salvare queste P. Iva?

”Da due anni abbiamo interi comparti fermi, mentre altri hanno aperto senza mai però tornare al fatturato pre covid, – spiega Roberta Lemma vice presidente della Federcontribuenti -, proroghiamo lo stato di emergenza con tutte le misure restrettivi che bloccano di fatto l’economia, ma non abbiamo pensato di sospendere la ripresa delle rate dei prestiti garantiti dallo Stato; di annullare le scadenze fiscali di tutto il 2020; impedire l’aumento vertiginoso del costo dell’energia e l’inflazione. Tra la ripresa dei contagi, la ripresa delle rate fiscali della rottamazione, più le scadenze fiscali attuali, all’aumento degli importi di locazione e l’aumento verticale del prezzo delle materie prime e dell’energia elettrica stiamo scavando una fossa enorme dove seppellire oltre un milione di P. Iva. Chi salverà loro la casa? Il lavoro? Il reddito familiare?”.

Il numero di piccoli autonomi coinvolti in questa disperazione sono ben 1.177.680 per finanziamenti fino a 30.000 euro per un totale di 22,9 miliardi di euro: ”le banche questi soldi li hanno prestati guadagnandoci sopra e certi che tanto, a pagare, ci avrebbe pensato lo Stato italiano e arraffando quanto più possibile dal piccolo debitore. Invece di far fallire queste P.Iva e pagare le banche con i soldi di tutti i contribuenti, non sarebbe meglio sospendere queste rate e lasciare alle P. iva il tempo di tornare a lavorare e pagare?”

Queste attività produttive fatte di un massimo tre lavoratori non sono in grado di riprendere i pagamenti. ”Il rischio per queste P. Iva è di vedersi andare in sofferenza bancaria scatenando un’ondata di chiusure velocizzate dalle nuove regole Ue. Tra l’altro queste P.Iva che da due anni lavorano a singhiozzo o non lavorano ancora hanno altri finanziamenti o mutui in corso e non si sono viste annullare le tasse del 2020, che si sono accumulate alle rate della rottamazione per debiti fiscali pregressi. Un meccanismo a strozzo che produrrà entro un mese il colpo fatale al sistema produttivo alle prese con le difficoltà della quarta ondata della pandemia e boccheggiante per la necessità di dover fare i conti con i rincari di materie prime ed energia”.

Questo governo come ogni altro governo non ha alcun interesse a salvare l’economia territoriale, quella che maggiormente contribuisce alle tasse e crea lavoro: ” devono essere tutti dei capitalisti incalliti, preferiscono le multinazionali alle imprese locali; preferiscono le lobby ai piccoli commercianti. Parlano di bellezza e arte italiana ma di fatto non esiste una sola legge a difesa di questi lavoratori anzi, tutto sembra deciso per danneggiarli”.