Una delegazione è stata ricevuta questa mattina in Prefettura ad Alessandria

Peste Suina Africana: Coldiretti chiede al Prefetto

Zito azioni straordinarie di sicurezza sul territorio

Bene la tempestiva adozione del provvedimento per continuare a lavorare in sicurezza

E’ importante la tempestiva adozione del provvedimento che consente alle attività produttive di continuare a lavorare in sicurezza, fornendo rassicurazioni in merito alle esportazioni. Servono risposte efficaci e non continuare a tergiversare su una problematica che è ormai fuori controllo. L’allarme del dilagare della Peste Suina Africana e l’insostenibilità delle devastazioni della fauna selvatica sul territorio, sono stati gli argomento al centro dell’incontro che si è tenuto questa mattina a Palazzo Ghilini tra il Prefetto di Alessandria Francesco Zito e i vertici di Coldiretti Alessandria

Un momento di confronto che ha anticipato la discussione al tavolo convocato oggi pomeriggio dalla Regione Piemonte per fare il punto sull’emergenza Peste Suina Africana (PSA).

Il provvedimento firmato dal Ministro della Salute Roberto Speranza prevede, infatti, il divieto di ogni attività venatoria salvo la caccia selettiva al cinghiale nella zona stabilita come infetta da Peste Suina Africana: nell’area circoscritta sono vietate la raccolta dei funghi e tartufi, la pesca, il trekking, il mountain bike e le altre attività di interazione diretta o indiretta con i cinghiali infetti. Nell’ordinanza emanata dal Ministero della Salute, art.1 comma 2 viene evidenziato come dai divieti siano però  “escluse le attività connesse alla salute, alla cura degli animali detenuti e selvatici nonché alla salute e cura delle piante, comprese le attività selvicolturali”.

L’ordinanza in vigore per sei mesi si pone l’obiettivo di porre in atto ogni misura utile ad un immediato contrasto alla diffusione della Psa e alla sua eradicazione a tutela della salute del patrimonio faunistico e zootecnico suinicolo nazionale e degli interessi economico connessi allo scambio extra Ue e alle esportazioni verso i Paesi terzi di suini e prodotti derivati.

“Occorre la massima collaborazione delle istituzioni, per questo ringraziamo il Prefetto Francesco Zito per la disponibilità dimostrata e per l’attenzione con cui sta seguendo la vicenda – ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Alessandria Mauro Bianco –. Siamo costretti ad affrontare questa emergenza perché è mancata l’azione di prevenzione e contenimento come abbiamo ripetutamente denunciato in piazza e nelle sedi istituzionali di fronte alla moltiplicazione dei cinghiali che invadono città e campagne e ribadiamo l’importanza di vigilare oltre che sul piano sanitario anche contro le speculazioni di mercato a tutela degli allevatori e del sistema economico ed occupazionale”.

Una problematica la cui gravità sembra ancora non essere stata ben recepita da parte di tutti, nonostante i danni sempre più visibili nelle campagne, con scorribande di decine di esemplari sui terreni e la presenza dei cinghiali sulle strade urbane e sulle vie di comunicazione.

Durante l’incontro, il Direttore provinciale Coldiretti Roberto Bianco ha puntualizzato quanto, mai come oggi, sia importante dare certezze alle imprese agricole e garantire il futuro agli agricoltori con risposte strutturali ed efficaci, partendo dalla modifica della legislazione nazionale: “Abbiamo più volte evidenziato il rischio della diffusione della Peste Suina Africana attraverso i cinghiali e la necessità della loro riduzione sia numerica che spaziale attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 articolo 19 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette”.

“Adesso serve subito un’azione sinergica su più fronti anche con la nomina di un commissario in grado di coordinare l’attività dei prefetti e delle forze dell’ordine chiamate ad intensificare gli interventi, per tutelare e difendere gli allevamenti e compensare gli eventuali danni economici alle imprese. E’ necessario, inoltre, avviare iniziative comuni a livello europeo perché è dalla fragilità dei confini naturali del paese che dipende l’elevato rischio di un afflusso non controllato di esemplare portatori di peste”, ha concluso il Presidente Mauro Bianco.

 

 

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