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Prendo il suo volto e lo scrivo
sotto ci scrivo le curve dolci delle spalle
e lo spazio tra loro dove riporre i baci.
Spalle che scendono a seni pesanti e sodi
e lì ci scrivo due frutti di ciliegio
saporiti e dolci
e anche un profumo di Venere.
E strano come il profumo si spanda
nella lunga pianura verso il monte
al centro della pianura solo una parola
forse un cuore
un luogo
per un altro bacio
una sosta lungo il cammino.
Poi scrivendo scrivendo si scende ancora
e le parole si fanno mute di silenzio
ma là sotto ci scrivo il suono che fanno i baci
nel nido delle fiabe e del raccoglimento.
E questo è tutto questo scrivere
una fiaba non ancora scritta che mi ha regalato.