Intervista a Claudio Desirò Coordinatore Regionale Buona Destra Piemonte, di Pier Carlo Lava 

Come recentemente anticipato pubblichiamo un interessante intervista a Claudio Desirò Coordinatore Regionale Buona Destra Piemonte. 

Chi è e cosa propone Buona Destra?

Nell’intervista emergono le differenze fondamentali esistenti con la “cattiva” Destra populista e sovranista, che collocano Buona Destra nell’area liberale, una destra moderna e di respiro europeo, che trae ispirazione dalla Carta Costituzionale, ed inoltre quali sono i programmi della stessa per Torino e nelle prossime elezioni comunali di Alessandria, in merito alla quale vengono evidenziate le varie problematiche che sussistono da sempre in città ed alcune anticipazioni relativamente alla soluzione degli stessi.

L’intervista:

Perché Buona Destra?, ci sono altre formazioni di destra con le quali non condividete il programma, o cosa?

Buona Destra perché ci distinguiamo da quella che consideriamo “cattiva”, cioè quella Destra populista e sovranista che parla alla pancia solleticando gli istinti più beceri, alla costante ricerca di un nemico contro cui indirizzare l’attenzione del proprio presunto elettorato e che non è in grado, a causa della propria politica urlata, di dialogare, di fare sintesi e proposte serie nell’interesse collettivo. La polarizzazione della società e dell’elettorato ha portato a due schieramenti di comodo, ad un bipopulismo con fazioni di “tifoserie” che hanno perso la capacità di dialogo, di visione futura del Paese: un vicolo cieco in cui non si pensa più a costruire, ma solamente a contrastare, a combattere, l’avversario.

Quando nasce Buona Destra, a quale area fa riferimento, chi siete e cosa vi proponete di fare?
Buona Destra nasce ufficialmente come partito nel Settembre 2020, con la sua presentazione nazionale avvenuta a Torino, dopo un percorso costituente di circa un anno, che ci ha visto riconoscere ed aggregare intorno alle idee ed alle proposte di Filippo Rossi, nostro Segretario Nazionale, espresse nel suo libro “Dalla parte di Jekyll – Manifesto per la Buona Destra”. Siamo un partito che si posiziona nell’area della destra liberale: una destra moderna e di respiro europeo, che trae ispirazione dalla nostra Carta Costituzionale e che prende le distanze dalla deriva populista e sovranista che ha contraddistinto il sedicente centrodestra italiano.

Buona Destra si propone di riportare anche in Italia il concetto di destra liberale, in grado di dialogare con tutti, tenendosi distante dagli estremismi di comodo: in Francia ed in Germania, per citare due casi emblematici, la destra liberale non si allea mai con le frange estreme, relegandole al ruolo di testimonianza marginale. In Italia, ormai, il centrodestra è a trazione populista. Buona Destra vuole dare rappresentanza ai milioni di cittadini che non si riconoscono in questa deriva, nella politica urlata e ricca di vuoti slogan dei leader sovranisti.

Buona Destra in Piemonte, qual’è la situazione attuale, quali sono le eventuali collaborazioni e le prospettive?

In questi mesi, la Buona Destra in Piemonte ha raggiunto degli importanti traguardi, forse anche superiori a quelli che ci saremmo aspettati, sopratutto alla luce del fatto di esserci scontrati con le norme sanitarie dovute alla pandemia in corso. Nonostante si sia stati costretti a non poter organizzare molti incontri, presentazioni o manifestazioni, siamo oggi presenti in tutte le Provincie piemontesi, abbiamo decine di Comitati Territoriali attivi ed il numero di tesserati e simpatizzanti è in costante crescita su tutto il territorio.

Collaboriamo attivamente con tutte le forze politiche che si riconoscono nella nostra area politica, concentrandoci sulle proposte e sulla visione che si vuole dare al nostro territorio, piuttosto che dividerci su posizioni preconcette derivante da ideologismi passati.

Abbiamo avuto importanti collaborazioni nel corso degli ultimi mesi: alle scorse amministrative, ad esempio, siamo stati tra i fondatori della lista Progresso Torino, inserita nel progetto Bellissima ideato da Paolo Damilano. Un Progetto dal grande potenziale che oggi è seconda forza politica a Torino e primo Partito dell’opposizione Consiliare. In queste settimane, sempre attraverso il gruppo politico Progresso Torino di cui faccio parte, stiamo collaborando con l’Associazione Marco Pannella di Torino e con il Partito Radicale: molti di noi parteciperanno ad un digiuno a staffetta promosso in solidarietà a Rita Bernardini che sta affrontando un digiuno ad oltranza, come forma di protesta per le pessime condizioni che contraddistinguono il nostro sistema carcerario.

Le prospettive sono, dunque, ottime proprio perché in grado di dialogare con tutti, senza barriere preimposte, nell’area del pensiero liberale e con atteggiamento concreto e costruttivo.

Buona Destra nell’alessandrino, dove siete, a vostro avviso quali sono i problemi irrisolti e alla luce delle imminenti elezioni quali sono gli obiettivi da realizzare nella prossima consiliatura?

La Provincia di Alessandria è stata, insieme a Torino, il primo territorio in cui ci siamo radicati, diffusi e dove abbiamo svolto le prime azioni politiche.. A Novi Ligure, ad esempio, con il nostro Referente Claudio Ricci, siamo stati molto presenti nella dinamica politica e sociale locale: dalle problematiche riguardanti lo sportello immigrati, fino alle vicende Pernigotti, dove abbiamo sostenuto le azioni intraprese dalla UILA, abbiamo sempre fatto sentire la nostra voce e spesso siamo stati il primo partito a sollevare problematiche urgenti, sottovalutate dalle forze consiliari.

In Alessandria e su tutta la Provincia, abbiamo la fortuna di avere Emiliano Poggio, Referente locale e Responsabile dell’area, che sta portando avanti un lavoro progettuale importante, sia dal punto di vista del dialogo politico che per quanto riguarda i programmi e le proposte da sottoporre ai cittadini alle elezioni amministrative della prossima Primavera. Alessandria, come tutto l’alessandrino, soffre di diverse problematiche che si trascinano da tempo. Nelle scorse settimane, abbiamo tenuto una riunione programmatica proprio in vista delle imminenti elezioni ed in questa occasione abbiamo incentrato la nostra attenzione su alcuni punti per noi sensibili: la necessità di una revisione seria e sensibile del Piano Regolatore Generale che sia esempio di sviluppo sostenibile; la situazione delle Partecipate, con particolare attenzione per Amag; la situazione economica e finanziaria del Comune, con i conseguenti disservizi a cui assistiamo; la creazione di uno Sportello Europeo che possa essere riferimento per imprese pubbliche e private per attingere dai finanziamenti messi a disposizione dall’UE e che raramente vengono sfruttati sul nostro territorio.

Elezioni 2022 in Piemonte e in generale, quali sono i vostri propositi, o per meglio dire il vostro programma?

Per le amministrative del 2022, la Buona Destra si sta attivamente muovendo su tutto il territorio. In Piemonte saremo presenti con nostri candidati in moltissimi Comuni nei quali, già nei mesi scorsi, abbiamo impostato progetti, programmi e collaborazioni con le forze politiche con cui condividiamo la direzione in cui vogliamo sviluppare i singoli territori. Trattandosi di elezioni amministrative, è difficile parlare di un programma generale, in quanto ogni comune ha una situazione propria, sia come problematiche da affrontare che come peculiarità da sfruttare per uno sviluppo futuro. La linea comune ovunque saremo presenti, sarà quella di fornire programmi precisi, progetti concreti e candidati validi in grado di dare respiro e ridare speranza ad un territorio che proviene da anni di crisi economica, industriale e sociale.

In questi mesi arriveranno i primi fondi del PNRR e sarà fondamentale utilizzarli al meglio, con una prospettiva di investimento che possa portare a ricadute di sviluppo e di maggior benessere della collettività.

Gli elettori sono da molto tempo delusi dalla politica in generale infatti i non votanti sono il primo partito, perché dovrebbero votarvi?

Purtroppo, la politica degli ultimi anni ha deluso le aspettative e questo ha portato prima alla vittoria del populismo dell’antipolitica, poi al progressivo allontanamento dei cittadini. La disillusione dovuta a questo vero e proprio fallimento, lo si vede dai preoccupanti dati di astensionismo che si sono registrati nelle ultime tornate elettorali, in particolar modo alle recenti amministrative 2021, dove più della metà degli aventi diritto non si è recato alle urne. Il primo obiettivo di qualunque forza politica dovrà essere quello di ridare credibilità al proprio operato per poter nuovamente conquistare la fiducia del cittadino. La politica da social ha illuso molti partiti, sopratutto i populisti di entrambi gli schieramenti, di godere di una fiducia evidentemente sovrastimata: i risultati elettorali hanno dimostrato quanto sia facile ottenere un like social con uno slogan su di un post, senza che questo si trasformi inderogabilmente in un voto sulla scheda elettorale.

La politica, quella vera e concreta, deve tornare tra le persone, sopratutto nelle periferie abbandonate e di cui ci si ricorda solo in campagna elettorale salvo scordarsele nei successivi 5 anni. Si deve tornare ad ascoltare, a dialogare, a confrontarsi quotidianamente con il Paese reale, abbandonando i pulpiti social da cui si urlano posizioni spesso irreali e distanti dal Paese reale.

La Buona Destra in Piemonte sta facendo questo, incontrando persone, parti sociali, il mondo delle Associazioni e con il confronto quotidiano sta costruendo il progetto concreto da proporre ai cittadini.