Presentati
Mi chiamo Dario Zizzo, ho quarantanove anni, alto un metro e ottantatre per ottantatre chili (par condicio); sono nato a Termini Imerese e sposato; ho una laurea in Scienze Politiche ammuffita; sono elitario e popolare, serio e burlone, cattolico e laico, ciò che la gente vuole io sia, ciò che io voglio.

 Come e quando ti sei avvicinato alla scrittura e perché scrivi.

Ho iniziato dodici anni fa, perché “Noi artisti bruciamo di una fiamma di cui gli altri non sentono il calore. Stiamo inoltre a cavalcioni tra sogno e realtà; l’essere da un’altra parte, cioè, non impedisce di guardare dove stanno tutti gli altri, e anche se osserviamo il nostro ombelico, vi vediamo riflesso tutto il mondo, e anche se osserviamo il nostro ombelico, è pur sempre un bell’ombelico, e se, come in un dipinto, ci ritraiamo in primo piano, certamente sullo sfondo avremo rappresentato il mondo intero”; questo è quello che Agilulfo, aspirante scrittore, dice in “Rivoglio i Matia, con Antonella Ruggiero”, il mio romanzo, pubblicato da Edizioni Montag a fine novembre, questo è quanto penso io.

Di quale genere fanno parte i tuoi romanzi? Ti è venuto spontaneo iniziare con quel genere? 
Il mio romanzo è di genere mainstream, significa che è rivolto a tutti, speriamo che non lo legga solo mamma invece; sì, m’è venuto spontaneo, essendo un tipo degenere non sono fatto per la letteratura di genere, eccezion fatta per quella umoristica, come forse si vede, si vede?

Dove prendi l’ispirazione?
Dove capita, ma non lo posso dire di preciso, le fonti non si rivelano, vero?

Hai qualche buffa abitudine mentre scrivi? Qualcosa che ti caratterizzi e che fai abitualmente durante la stesura?
Ripeto in continuazione “Io sono uno scrittore”, per autoconvincermi, e poi mi strappo i peli delle sopracciglia, forse è per punirmi perché scrivo, magari quei pochi lettori che  leggeranno “Rivoglio i Matia, con Antonella Ruggiero” mi tireranno anche i capelli perché non non lo gradiranno.

Quando inizi un libro hai già la storia delineata in mente? Preferisci una bibbia? Scrivi di getto?
Ho un’idea, ma non faccio scalette, mi lascio guidare dall’idea, dalle emozioni, poi lo rileggo un milione di volte, per convogliare il magna che ho eruttato.

Con i tuoi libri tendi a voler lanciare al lettore anche qualche messaggio particolare?
I messaggi ci sono, ma appunto cifrati, non voglio dare lezioncine, deve essere il lettore a togliere il velo che li copre; io credo al ruolo attivo di chi legge, che magari coglierà un senso sfuggito pure a me.

Trovi che la scrittura ti abbia cambiato?
Credo che la mia scrittura sia cambiata; se leggo qualcosa scritta prima di dodici anni fa, quando ho iniziato a sgrezzarmi, mi viene da ridere, per non dire da piangere.

Spiegami la sensazione che hai provato quando hai pubblicato il tuo primo libro e spendi qualche parola su di esso.
Devo dire che la pubblicazione mi ha lasciato un po’ freddo, questo perché pensavo già al gran lavoro di promozione dell’opera da fare, che è per me maggiore di quello necessario per crearla. Questa è una lettera scritta da Agilulfo all’ex, Arianna, mai dimenticata, che diventa l’occasione per un viaggio a ritroso nel tempo, con una lunga sosta negli anni ’80, quelli della sua gioventù; ma chi è realmente Agilulfo? 

 Cosa consiglieresti a chi si avvicina alla scrittura?
Solo una cosa: l’umiltà, che hanno anche diversi grandi scrittori, perché questa ti spinge a migliorarti.

Cosa invece consiglieresti ai lettori? Io ad esempio di leggere anche i ringraziamenti…sono ricchi di soddisfazione…
Ai lettori direi di non giudicare il libro secondo i loro gusti, di saper dire (se lo merita, naturalmente): “Questo è un bel libro, anche se non rientra nel genere e nello stile da me preferiti”, dire loro di guardarlo con occhi laici, insomma.

Quali sono le tue opere?
Il mio romanzo, “Rivoglio i Matia, con Antonella Ruggiero”, la svestizione di un’anima.

https://www.amazon.it/Rivoglio-i-Matia-Antonella-Ruggiero/dp/8868925605/ref=mp_s_a_1_1?crid=1Y782RT13A0E1&keywords=Rivoglio+i+Matia%2C+con+Antonella+Ruggiero&qid=1639081223&s=books&sprefix=rivoglio+i+matia%2C+con+antonella+ruggiero%2Caps%2C211&sr=1-1#

Un racconto, “Il mio piccolo cactus”, compare nell’antologia, “Vacanze e altri disastri” del collettivo di scrittori Il Cazzeggio solidale, una vacanza fatta con compagni di penna che mai dimenticherò.

https://www.amazon.it/dp/B099TJ8NGX/ref=cm_sw_r_wa_apa_glt_i_3VT4CY95KRNW8BMJZGE4

Un altro, “Il coprifuoco”, è incluso nella raccolta “Dentro una bolla-Adolescenza” del Gruppo FB Sognalibro, un ritorno alla gioventù.

 Hai qualche progetto futuro che potrei seguire e che vorresti annunciare a chi legge? )
Per ora sono impegnato a pubblicizzare questo romanzo, poi vedremo.

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